mercoledì 6 maggio 2015

Sauna

(2008, Antti-Jussi Annila)

Non volevo proprio che la faccenda dei Liebster (se non sapete di cosa sto parlando, tutti qui) morisse con il mio post di domande. Siccome avevo chiesto ai vincitori di consigliarmi un film horror a testa, direi che è giunto il momento di seguire i vostri consigli.

Parto con Sauna, pellicola consigliatami dal buon Giuseppe (che potete leggere sul suo blog Il buio in sala), perché era l'unica di cui non avessi nemmeno lontanamente sentito parlare. Lo cerco, scopro che è scandinavo, parto presa bene.
L'ultima volta che ho visto un film del nord era Dead Snow, e la volta prima ancora avevo visto quello splendore di Lasciami entrare. Capite bene che sono prevenuta.

Sauna è un film ambientato a fine '500. Dopo la guerra tra Russia e Svezia due fratelli vengono inviati a collaborare con un contingente russo per ridefinire i confini tra le due nazioni. Finiranno a 'contendersi' un villaggio sperduto in una palude decisamente poco ospitale.


Un film abbastanza breve ma tutt'altro che rapido, che nulla ha a che vedere con i suoi colleghi sopracitati.
Giuseppe, lo ammetto: mi hai messa davvero alla prova.
Per la prima volta mi trovo ad affrontare un film così lontano dalle mie personali convenzioni, dal solito territorio della mia comfort zone mentale.
Non è stato facile ma, in modo (devo riconoscerlo) del tutto inaspettato, ne è valsa la pena.
Eccome se ne è valsa la pena.

Per la prima volta mi sono misurata con una pellicola in cui niente è cristallino. Parlo di un notevole dispendio di neuroni. Io certamente non sono una cima, non brillo per intelligenza, ma vi sfido a vedere questi 80 minuti con leggerezza.
Eppure, sono un toccasana sensoriale.
Gli occhi ne escono gratificati, da questa esperienza. I colori sono glaciali, pieno di azzurro, di blu, di grigi, che regalano un'atmosfera senza precedenti, e che sono interrotti solo saltuariamente non da brevi e fugaci apparizioni di colori caldi, ma solo ed esclusivamente dal fuoco.
Scalda, illumina, ma guarda caso si trova sempre o quasi nelle scene più di impatto. Come quell'acqua sporca di sangue che ci introduce alla vicenda e nel medesimo modo ce ne porta fuori.


Certo, poi c'è la storia.
Perché puoi essere bello finchè vuoi ma se non hai niente da narrare sei vuoto.
Sauna è una storia di redenzione.
O almeno ci prova.
Perché la redenzione, appunto, non sempre ci è concessa.
Il passato non ce lo laviamo via, non eliminiamo le tossine dei nostri errori solo entrando in una sauna, purtroppo. Sta lì, appollaiato sulle nostre spalle come un avvoltoio e quando meno siamo pronti ad affrontarlo vola giù e chiede il conto.
Così l'ha chiesto a Erik.
Per portarlo ad un finale ESEMPLARE, per realizzazione ed intensità.

Difficile da scordare, sto inaspettato Sauna.


 

8 commenti:

  1. Ottima rece mari, onesta, umile, essenziale.
    Il film ha messo alla prova anche me che invece, di solito, amo provare a "sfidare" i film incomprensibili (soccombendo).
    Io l'ho trovato un thriller psicologico unico, nel senso letterale della parola, ossia che non assomiglia a nessun altro.
    E se riesci minimamente ad entrargli dentro, capirlo, sentirne il potere secondo me è eccezionale.
    Fotografia, location, attori.
    E una sceneggiatura assurda.
    Il finale, beh :)

    (io ho dato una mia interpretazione del finale, non la spoilero qua, ma se ne possono dare tante)

    bene!

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    1. Ti ringrazio!
      Ecco, erroneamente non ho citato gli attori, anche secondo me molto validi!

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  2. Sembra molto interessante e particolare... anche io, come te, non l'avevo mai sentito prima quindi segno per un recupero!

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    1. Ah, guarda, particolare lo è di sicuro!

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  3. Mai sentito nominare e da come ne parli credo valga il recupero.

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    1. Per me è stata un'esperienza decisamente positiva ed interessante, almeno sono uscita dai miei schemi per un po'!

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