martedì 24 novembre 2015

PPPasolini day: Salò o le 120 giornate di Sodoma


Fino a poco tempo fa, se qualcuno mi avesse sfidato a guardare Salò gli avrei risposto, citando Veronica Mars, indossando un rossetto fatto con il mio dito medio.


Poi un giorno Alessandra (DIrector's cult, qui), anche in seguito a quella polemica lì di cui però qui non si parla, ha detto che, insomma, prima o poi lo si doveva fare un giorno dedicato al Pasolini. Prima o poi significa oggi. Le mie dita non mi hanno lasciato tempo per pensare e hanno scritto, sborone, 'Io faccio Salò!'.
Le mie dita sono state severamente punite.

Sottolineo con forza la mia assoluta assenza di pretesa di recensire una cosa del genere. Non ne ho le competenze e non so quante persone al mondo effettivamente le abbiano. Chi sicuramente le aveva oggi non è qui a parlarne, per cui ci arrangiamo. Qui oggi si parla di sensazioni, più o meno a caldo.
Altra premessa dovuta: non si parlerà di Pasolini, paradossalmente. Non lo conosco se non di fama, questa è la prima volta che incontro qualcosa di suo, pertanto ogni frase che scriverò e che conterrà il suo nome sarà da riferirsi solo ed esclusivamente a Salò. (Sì, ho accettato di partecipare al day proprio per iniziare a conoscerlo.)

La trama la conoscete: nell'Italia fascista quattro signori, rappresentanti di quattro forti poteri (il Presidente, l'Eccellenza, il Duca e il Monsignore) si rintanano in una villa, opportunamente isolata, in compagnia di diversi giovani. In questa villa daranno sfogo alle loro perversioni, che non sono poche.

Vi dico immediatamente la mia opinione flash così chi non è interessato agli sproloqui può fermarsi qui: non fa per me.



E adesso, con calma, argomentiamo.

Non conoscendo, mi ripeto, Pasolini, non ho idea di quali potessero essere i suoi obiettivi, con Salò. Se voleva spingere alla riflessione, con me ci è sicuramente riuscito, ma forse non nel modo più scontato. È da quando ho finito la visione che ci penso, ma non rifletto sui contenuti del film quanto piuttosto SUL film. Cerco di spiegarmi.
Io sono una di quelle per cui l'umanità è composta per la maggiore da deficienti. Non pensiate che li guardo con superiorità, io sono una di loro. Per questo motivo ho sempre pensato che per aprire certi occhi troppo chiusi e certe menti troppo ottuse ci volesse la forza. Immagini shockanti. parole intense, contenuti impegnativi. (Dando per scontato il rispetto, chiaramente: non credo che si debba mostrare il corpo di un bambino morto in spiaggia per parlare della situazione dei profughi siriani, per me è stato shockante quell'articolo che mostrava i contenuti delle loro borse, per esempio. Il bambino che alza le mani terrorizzato di fronte ad una macchina fotografica per me è un'immagine sconvolgente. Parlo di cose di questo tipo.). Per questo tutto credevo tranne che sarei finita a fare la moralista. Perché, spoiler, è quello che sto per fare.
Conscia di questa mia opinione credevo che la potenza delle immagini di Salò mi sarebbe stata indifferente a fronte del messaggio che tramite esse si andava a lanciare. Non è stato così. Ovviamente è un film difficilissimo da guardare, anche per gli occhi più consumati dall'orrore, ma non è quello. Il problema per me è stato questo: con queste immagini prepotenti e crudeli si è andati ad affrontare temi fondamentali. Il problema è che in me non sono nate riflessioni nuove rispetto a quelle che ho sempre fatto rispetto, appunto, ai temi in questione. Non so se mi sto spiegando bene per cui faccio un esempio: uno dei temi portanti è il potere, no? Il potere e le conseguenze che ha sulle persone (sia su coloro che lo portano sia su coloro che ne sono vittime) mi hanno sempre fatto paura. L'autorità mi mette in soggezione da che ho memoria, da piccolina odiavo tutti gli uomini adulti tranne Patrick Swayze. Scappavo anche dal mio vicino di casa, e garantisco che non è colpa di alcun trauma, era proprio una brava persona. Non è che Salò mi abbia aperto gli occhi, ha solo dato un'ulteriore conferma a quelli che già erano i miei pensieri. Allora quello che mi chiedo è: mi è servito a qualcosa, vedere stupri, cene aberranti, torture, persone trasformate in pezzi di carne? Credo di no. Ma qui spunta un'altra riflessione. Una mente filofascista, una mente che magari alla questione dell'abuso di potere non ha mai pensato, può avere tratto giovamento da una visione così? Può essere stata per qualcuno una pellicola pedagogica? Qualcuno con il paraocchi, qualcuno che per natura è poco portato al pensiero più astratto, qualcuno che si è avvicinato alla pellicola sperando di vedere tante donnine nude, può avere tratto dei benefici da un film simile? Badate bene che non sono domande sarcastiche, sono riflessioni che condivido con voi. Può effettivamente essere stato il punto di svolta all'interno del cervello di qualcuno?
E se non lo è stato, la colpa a chi è da attribuirsi? A chi non l'ha saputo capire, o a Pasolini, che ha usato un linguaggio che non è fruibile ai più?

Perché quando sei un personaggio così popolare e fai un film, sai che avrà attenzione massima, e che quindi lo guarderà un buon numero di persone. Oggi meno: la sua fama lo precede, e chi si approccia alla visione sa esattamente a cosa andrà incontro. Ma chi invece non se ne rende conto? Chi sperava nel filmettino soft porn? Perché tra tutte le critiche che si leggono raga, quella sulla pornografia non sta proprio in piedi, come sottolinea giustamente Exxagon, perché se riuscite ad eccitarvi con una cosa del genere vuol dire che state male tanto quanto i signori. C'è tanto sesso, sì. Ed è ripugnante, nella sua forma peggiore. Quasi più del sesso in sè, però, a disturbarmi sono stati i baci. Ripetuti e disgustosi baci strappati a quei giovani resi corpi senz'anima; credo mi disturberanno il sonno per un bel po'.


Ogni cosa di questo film è volta ad angosciare chi lo guarda, c'è una cura per i dettagli che mi ha reso difficile vedere ogni singolo fotogramma. Dal soffermarsi un secondo di troppo sugli sguardi vuoti di chi ha perso completamente la dignità, all'inquadrare le mani dei signori, elegantemente ornate da fedi nuziali che non hanno fatto altro che dare un tocco disturbante di umanità a chi di umanità ne sembrava privo del tutto. È stata proprio questa totale assenza di umanità a rendermi il film insopportabile, più che le (efferatissime, ho dovuto distogliere lo sguardo molte più volte di quanto mi piaccia farlo) scene di violenza tanto chiacchierate. Non c'è speranza di salvezza, nè di redenzione, nessuno sarà salvo. Occhi spenti indossati da giovani privati dei vestiti (la nudità obbligata per me è terrificante, un'angoscia che non pensavo di provare), come se tutta la loro dignità fosse nascosta lì, nei taschini delle camicie. E le risate, ah quelle mi hanno fatto bollire di rabbia. E la leggerezza delle tre ex prostitute mi ha dato la nausea, sembravano dire 'Vedete, ragazzi? Fate i buoni, che il sacrificio che state facendo ora vi porterà ad essere eleganti e spensierate signore come lo siamo noi.'

Se era questo l'intento di Pasolini, allora con me ha funzionato. Se voleva suscitare in me ogni tipo possibile di sensazione negativa, il film è un capolavoro. Se invece voleva portarmi alla riflessione, invece, non ci è riuscito, per i motivi di cui sopra.
La sola cosa certa è che questo non è la mia cup of tea. Non è il cinema che amo, che mi fa brillare gli occhi, che mi solleva da un periodaccio.
Volevo scrivere 'da un periodo di merda', ma passerà un po' prima che possa dire certe parole con leggerezza.

Ovviamente non ho parlato di Pasolini solo io. Ci sono anche i miei amicy:
Directors' Cult - Mamma Roma
Non c'è Paragone - Medea
Solaris - Pasolini di Abel Ferrara
White Russian - Accattone
Combinazione casuale - Teorema

28 commenti:

  1. Come avevo scritto sul blog dei blogger tanta stima...io l'ho visto l'anno della maturità (quindi più o meno un secolo fa) e non ho più avuto la forza di rivederlo.....

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    1. Non escludo che tra qualche anno, magari con una consapevolezza diversa, potrei rivederlo e vedere cosa ne è stato della mia opinione. Al momento però non ci penso nemmeno:) E grazie!

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  2. Beh, un plauso al coraggio, nonostante io sia convinto che una sola visione sia troppo poco (non per qualche strana forma di masochismo ma per la complessità del film) e che bisognia partire preparati.

    Più che sugli effetti del potere e sui risvolti del fascismo, quella di Pasolini è proprio una critica sociale all'ansia del possesso che da a tutto (inclusa la vita umana) un valore privo di qualunque sacralità, lo stesso valore che si da alle merci. Siamo quindi, secondo il regista, vittime di un regime che mercificando ogni cosa, rendendoci tutti e tutto allo stato di "oggetto" permette di esercitare un controllo mai visto prima. Se ci pensi è quanto di più inquietante sia possibile immaginare e quanto di più vero: veniamo controllati attraverso l'ansia del possesso, noi stessi perdiamo di vista il reale valore delle cose e ne diamo uno istituzionalizzato, che si tratti di merci, del sesso, dei nostri corpi, dei nostri ideali.

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    1. Andava visto se non altro per dovere storico. Magari 'da grande' me lo rivedo. È bello però leggere quante reazioni così diverse un solo film possa causare, e qui siamo molto lontani dai soliti 'mi è piaciuto'/'non mi è piaciuto'.

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  3. Non so se avrò mai la forza di vedere questo film, da quel che dicono praticamente tutti. COmunque complimenti per il coraggio e anche per la recensione!

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    1. È affrontabile, se parti preparato, però è tostissima! Grazie!:)

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  4. Complimenti per lo stomaco,e per l'umiltà con cui hai scritto il pezzo!Io a Pasolini non ho intenzione di avvicinarmi per nulla,non è decisamente il cinema che fa per me ;)

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    1. Per ora sono troppo poco informata per esprimermi su di lui in generale, però mi incuriosisce e credo lo approfondirò: non garantisco che diventerò un'ammiratrice!:D E grazie anche a te!

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  5. Parlare di Pasolini non è affatto semplice, parlare di Salò è un impresa ai limiti dell'impossibile. Avevo, tempo fa, pensato di scrivere qualcosa riguardo al film, ma nel giro di tre minuti, riflettendo su cosa scrivere e sul come scriverlo, ho abbandonato l'idea. Sono affascinato da questo film. Amo la violenza nel cinema, sopratutto se è violenza sadica, e la cattiveria, perché sono convinto che l'uomo sia in fondo un animale schifoso. Quindi mi piace vederlo rappresentato per quello che è. Pasolini ha semplicemente raccontato in maniera allegorica quello che accade quando uomini potenti si trovano a non dover rispondere più a nessuno del loro operato. Privato e sociale si fondo, potere e perversione diventano tutt'uno.
    Sono fermamente convinto che molte delle cose viste nel film la gente desidera farle, e in certi casi le fa. Non ho mai visto nessuno mangiare polenta con i chiodi, ma ho visto gente mangiare feci, Per me siamo tutti in parte dei pervertiti, nessuno escluso.

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    1. Il tuo modo di parlarne sarebbe senza dubbio diverso dal mio banale esprimere le sensazioni, per cui sarei molto curiosa di leggere cosa ne diresti in un post più approfondito di questo commento. Appurato che, come dico nel post, anche io ho poca fede nelle persone, forse sono meno 'estrema' di te, anche se sono convinta che, potere in mano, ci consentiamo la libertà di fare anche cose a cui altrimenti non avremmo mai pensato.

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  6. Onore al merito per aver preso di petto un film che onestamente farei fatica a vedere anche io, nonostante ami Pasolini. Brava! E ora non aver timore di andare a ritroso, le altre opere non ti lasceranno delusa!

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    1. Grazie! Ho seriamente intenzione di continuare ad approfondire, il personaggio mi ha molto intrigata.

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  7. Come ho scritto anche dalle mie parti, per iniziare a scoprire Pasolini certo non hai scelto il film più leggero... capisco benissimo cosa provi, e sento molto mio questo bellissimo pezzo.
    E' vero, Salò è un film quasi insostenibile. L'ho visto al cinema in una rassegna e poi ho comprato il dvd, che è ancora incellophanato. E credo resterà così ancora per lungo tempo perchè mi manca il coraggio per rivedere un film del genere. Che, intendiamoci, è tutt'altro che gratuito o artefatto, anzi! Ogni scena è tremendamente necessaria... solo che il disagio che ti lascia dentro è davvero troppo forte: non dico per amarlo, ma nemmeno per reggerne la visione. Insomma, ne riconosco il valore, lo rispetto, ma non è uno di quei titoli che rivedrei ancora. Senza una buonissima ragione.

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    1. Esatto, disagio: mi sono sentita sporca solo a guardare , come se fossi una guardona che spia i vicini dalla finestra. Nemmeno io sono pronta per rivederlo, devo disintossicarmi da tutte le sensazioni negative che mi ha lasciato.

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    2. E grazie dei complimenti!

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  8. Un film che io non riesco a farmi piacere quasi per i tuoi stessi motivi, pur stimando Pasolini come intellettuale - anche se lo preferisco come scrittore che come regista.

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    1. Come scrittore non lo conosco, devo essere sincera. È tra le cose che ancora devo conoscere!

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  9. Disturbante come pochi, infatti io sono uno di quelli che non è mai riuscito a terminarne la visione.
    Ovviamente conosco la materia di cui parla, ho letto il racconto di De Sade da cui è tratto ed anche un fumetto di Grant Morrison (un episodio della serie Invisibles) che ripercorre tutta la vicenda fedelmente però col film proprio non ce l'ho fatta....
    Limite mio sicuramente.

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    1. Io al contrario: ho visto il film senza avere mai letto niente. Forse sapere cosa 'ti aspetta' lo rende ancora più duro, chissà. Ma che limite, è il film che richiede trooooooopppooooo!

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  10. Ciao, secondo me vedere Salò senza aver visto nulla prima, nè letto, nel 99% dei casi è molto fuorviante; è come per un uomo che è nato e vissuto in un paese senza musica a cui imporvvisamente viene fatto ascoltare Stockhausen. E' davvero utile farlo e sapere quello che potrà pensarne?

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    1. Ciao! Ti dirò, sulla prima parte trovo che tu abbia ragione: leggere e conoscere meglio prima della visione non mi avrebbe fatto certo male, anzi. Sulla seconda mi trovi meno d'accordo. Vedere qualcosa di nuovo mi è sempre utile, se voglio crescere e imparare cose nuove, altrimenti sarei ancora a guardare The Grudge convinta che l'horror sia solo quello, per esempio. Al momento posso non avere compreso ogni cosa al 100%, per ora ho fatto un piccolo passo avanti nella 'conoscenza'. Non so se dire la mia opinione sia 'utile' o meno, credo sinceramente di no, ma il motivo per cui tengo un blog è che considero lo scambio la cosa più importante. Per cui ho visto un film che forse era fuori dalle mie possibilità, ma sono finita a parlarne con persone che invece l'hanno amato e mi hanno spiegato il perchè. È il motivo per cui scrivo, qui non troverai mai recensioni tecniche nè critiche cinematografiche serie, non ne ho certo le competenze, nemmeno per film più semplici!:)

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    2. Il ragazzo avrà pure la sua sacrosanta ragione...MA da quel pulpito vien stà predica!!XD cHE DISAGIO <3

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    3. Non lo conosco ancora abbastanza bene per giudicare il suo 'pulpito', sinceramente. Ma finché le critiche sono poste senza insulti, a me stanno anche bene.

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    4. Non conosco Giocher se non per un vago ricordo di arroganza e tentata ironia piena di sussiego, in effetti pare che il ragazzo si faccia dei bei film che poi si guardi da solo proprio con quell'atteggiamento.
      Mari, la mia era un'osservazione del tutto impersonale, non intendevo dire nulla in particolare su te e quel che dici ma era un pensiero generale che può riguardare chiunque si trovi (o, nel tuo caso, si cimenti) con un'esperienza del genere. Comprendo e condivido quel che dici sullo scambio, solo che bisogna vedere se uno privilegia vedere i film per parlarne con altri, oppure conoscere, comprendere delle cose e magari crescere anche a livello personale. Certo solitamente le cose vanno abbastanza insieme, ma in un caso come questo, io penso che ci sia un grande squilibrio, e prevalga decisamente la prima parte; parlare se ne parla, e tanto, forse troppo, ma difficilmente con questo approccio si riesce a partire in un percorso di conoscenza, perchè quel titolo lì da solo è un mondo complesso, terrificante e complicato, forse al punto da risultare incomprensibile

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    5. Ti dò ragione per questo caso specifico: si era proposto di parlare insieme di Pasolini e io mi sono messa a vedere Salò apposta perché poi ne avrei parlato. Poi ne è nato altro: interesse, curiosità, voglia di approfondire e quindi di crescere, in questo caso sono nate dopo. In generale no, parlarne non è mai il motivo per cui vedo un film, il blog (e quindi il parlare di cinema) è solo una conseguenza di una passione, non ciò che la origina. Chiaramente parlo per me, non faccio un discorso generale. Per fortuna, come dicevi tu, le due cose spesso vanno di pari passo.

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  11. Il film ti ha colpito, mi spiego: E spero che tu non ti offenda per carità. Pasolini non intende fare riflettere lo spettatore, non è questo il suo intento, ma lo vuole sconvolgere dicendogli in faccia tutto quello che ogni giorno subisce dal potere. Quante volte noi ci indignamo di fronte alle meschinità di uomini potenti, di fronte alla guerra? Tante volte no? E ora ti sconvolgo, quante volte noi siamo disposti a cambiare le cose? Preferismo stare comodi nel calduccio della nostra casa a subire il potere piuttosto che rimboccarci le maniche e cambiare prima di tutto noi stessi. L'intento di Pasolini è quello di provocare una reazione di disgusto nello spettatore, esattamente ciò che è successo a te, a me per prima, per invogliarlo a cambiare le cose. E per fare questo bisogna spingersi oltre ogni limite lecito, andare fino in fondo, sconvolgere, turbare, disturbare perchè? Semplice!!! Perchè con questo film Pasolini mette in piazza tutto il disgustoso marciume del potere. Sicuramente si è disgustato anche lui, comunque sia non ha usato metafore, ma ha diretto un film di rottura appunto perchè lui da cittadino intendeva cambiare le cose...e Salò è un film che fa paura anche per questo motivo: Mette in scena la sconvolgente verità dello schifo usato dal potere, un po' come mettere in piazza tutte le nostre vite, il che non è roba da poco xD.

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    1. Come ti dicevo su fb, nessuna offesa, ci mancherebbe! Come ho detto nel post, non ho voluto fare un'analisi accurata del film, che sarebbe stata inopportuna nel mio caso, però sono molto contenta che si sia mossa una bella discussione sia qui che su facebook, è bellissimo comunicare così, e scambiarsi opinioni e conoscenze.

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  12. Il romanzo di De Sade, incompiuto ma già assoluto, è ancora più pesante... non avvicinartici mai, se Salò ti ha sconvolto così tanto :)

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