mercoledì 7 febbraio 2018

La sfolgorante luce di due stelle rosse

Sono tornata nella mia bibliotechina del cuore dopo mesi di assenza.
Ogni volta che vado mi perdo nella sezione per ragazzi, e anche questa volta sono uscita con una perla.


La sfolgorante luce di due stelle rosse è un romanzo di Davide Moronisotto, ed è bello da morire.

Nadya e Viktor sono due gemelli e vivono a Leningrado durante la Seconda Guerra Mondiale. Non storcete il naso, non è uno di quei volumoni che pensate sia. Però la guerra c'è, e i due vengono allontanati dalla loro città e dai loro genitori. Per errore vengono separati in stazione e finiscono per perdersi. Si promettono, però, di continuare a scriversi su dei quaderni che il papà ha dato loro, per potersi dire cosa è successo loro una volta che si saranno ritrovati.
Non dubitano nemmeno per un istante di ritrovarsi.

Che ventata d'aria fresca, che bellezza, che cura meticolosamente meravigliosa per i dettagli.
Quello che noi leggiamo è il racconto che i gemelli si fanno di quello che accade loro a partire da qualche giorno prima della loro partenza e per tutto il tempo della loro separazione. Questi quaderni sono finiti in mano alle autorità, che li riempiono di commenti su ogni singolo reato commesso dai due.
Indovinate un po'?
I reati che due bambini possono commettere in guerra e in un regime rigido come quello russo sono molti.

La storia che racconta Moronisotto è magnifica.
Non solo ci ricorda che la Seconda Guerra Mondiale ha coinvolto molti più paesi di quelli che sono soliti essere ricordati, in particolare nella narrativa per ragazzi, ma non ha paura di raccontare fatti tremendi. Ci sono morti, il freddo micidiale, la fame, i nemici. Non è una storia edulcorata nè addolcita. I ragazzini sono perfettamente in grado di capire e tollerare cosa ci sia nel mondo e Moronisotto lo sa. Ci sono bambini lasciati soli a se stessi che si muovono a piedi nell'immensa Russia solo con la speranza di sopravvivere.
Bello intenso.

Dall'altro lato, però, ci insegna che i ragazzini quando vogliono e quando il mondo degli adulti glielo impone, sono fatti di acciaio, e se hanno un forte motivo per sopravvivere non solo sopravvivono, ma si salvano a vicenda e creano famiglie estemporanee nell'attesa di ritrovare la propria.
I ragazzini, qui, sono importanti non solo in quanto, ovviamente, protagonisti, ma perché vengono ascoltati. Viktor si impone come leader del piccolo gruppo e cerca sempre di far sentire la sua voce agli adulti, Nadya ha ottime idee e nessuna paura di alzare la mano e dirle.
Sono furbi, provati dalla situazione ma brillanti e coraggiosi.
L'esempio che vorrei i bambini avessero nei libri.
Si vogliono un bene di quelli grandi e insegnano a chi li circonda a volerne, sono umani, pasticcioni, convinti di essere sempre nel giusto e inclini a fare a pugni.
Ma va bene così, perché bisogna sopravvivere in guerra, e qua nessuno ha intenzione di soccombere.

Come se questi non fossero motivi sufficienti per lasciarsi trasportare dall'avventura dei gemelli, il libro è esteticamente bellissimo e sì, io mi faccio fregare.
Ci sono i testi scritti con colori diversi, appunti laterali come in quella mastodontica magnificenza di S - La nave di Teseo, ci sono foto, immagini, mappe, biglietti, articoli di giornale, i dettagli sono curatissimi (con tanto di font simil-cirillico buttato qua e là) e tanto, tantissimo rosso.
Il libro perfetto per piccoli compagni in erba.

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