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sabato 21 aprile 2018

La bussola d'oro, Philip Pullman

19:38
Continua il mio periodo di 'crisi creativa': scrivo poco e niente (più niente che poco) e leggo relativamente poco.
Nel mio recente viaggio in biblioteca terapeutico, però, ho recuperato La bussola d'oro, primo volume della mitologica saga Queste oscure materie. 
Nominato da mille milioni di persone, diventato ormai leggendario, ha fatto su di me un effetto completamente inaspettato: non mi è piaciuto.


Una trama velocissimissima per chi non sapesse di cosa sto per parlare: la storia è quella di Lyra, una bambina orfana ma appartenente all'aristocrazia inglese, che viene allevata nel prestigioso Jordan College. Lyra vive in un mondo in cui ad ogni persona è assegnato un daimon, creatura mutaforma da cui è impossibile separarsi, e in cui ad un certo punto iniziano a sparire i bambini. Insieme a queste sparizioni, fa la sua comparsa nella vita di Lyra la signora Coulter, che la porta con sè per trasformarla nella sua assistente.
Da questa partenza, per Lyra inizierà un'avventura che la condurrà fino ai ghiacci del Nord, tra orsi, streghe e Polveri.

Io lo so che le aspettative fanno male. Lo so, le ho sperimentate sulla mia pelle più volte, eppure davanti alla grande fama di libri o film è difficile restare neutrali. Io l'ho letto in edizione Salani, e dietro riportava queste recensioni:

Capito? Restateci voi, neutrali.

Ho un grande amore per le saghe fantastiche per ragazzi, immagino sia piuttosto palese. 
Provo a scrivere cose per ragazzi anche io, da tanto che le amo. 
Mi aspettavo quindi l'ennesimo colpo di fulmine, una breccia nel mio cuore così provato dalla crisi del momento, una folgorazione.
Niente, zero, nulla.

A me la scrittura di Pullman è piaciuta, ho trascritto alcune frasi nel mio quadernetto delle citazioni, le ho fotografate, le ho adorate. La delusione arriva proprio dalla storia, dalla sua costruzione, dai suoi personaggi.
Lyra, la protagonista, è la classica bambina ribelle. Non che ci sia niente di male in questo, sappiamo che è un personaggio che funziona e va sempre bene ricordare alle bambine che non devono per forza essere signorine per bene. A volte, però, ho trovato qualcosa che sembrava buttato lì tanto per darle una tridimensionalità che puzzava di forzato. Ribelle e caotica, sicura di sè e determinata, o timidina e pronta a tirarsi indietro? Spesso è stata una, spesso l'altra. Non le riconoscevo alcuni atteggiamenti che le sono stati attribuiti soprattutto nella seconda parte del romanzo, mi sembrava appartenessero ad un personaggio che non era lei. Alcuni atteggiamenti o pensieri sono stati buttati nel discorso magari solo con una frase, che sarebbe bastato evitare e non si sarebbe tolto nulla alla narrazione, anzi.
A proposito della narrazione, mi permetto un giudizio di una negatività che non uso mai perché di solito mi puzza di presunzione: a me non pare costruito benissimissimo.
Ci sono concetti che vengono buttati lì, invenzioni dell'autore che sono interessantissime ma che finiscono nel nulla, o limitate ad un breve spiegone finale. Ma sto aletiometro, come funziona esattamente? La teologia sperimentale, che mi aveva incuriosita da matti, viene lasciata scivolare via nel nulla. Sti orsi, chi sono, che vogliono, che fanno? E le streghe?
Vengono introdotte migliaia di invenzioni che mi stavano davvero intrigando e mi pare che a nessuna sia lasciato lo spazio che meritava.
Ho avuto la sensazione che ci fosse una storia da portare a casa e che andava finita, punto. L'avventura doveva concludersi per riaprire alla successiva e di tutto quello che intorno all'avventura è cresciuto si poteva fare a meno.
Mi sa che con un po' più di approfondimento qui uscivano almeno altri due libri, a star stretti.

Sono dispiaciutissima che non mi sia piaciuto. Ci speravo tanto perché quando ho questi momenti di crisi piuttosto intensa la narrativa fantastica per ragazzi mi aiuta sempre a rimettermi in pace col mondo.
Mi sa che ci vogliono le armi pesanti.
Prendo Neil Gaiman.

mercoledì 7 febbraio 2018

La sfolgorante luce di due stelle rosse

13:55
Sono tornata nella mia bibliotechina del cuore dopo mesi di assenza.
Ogni volta che vado mi perdo nella sezione per ragazzi, e anche questa volta sono uscita con una perla.


La sfolgorante luce di due stelle rosse è un romanzo di Davide Moronisotto, ed è bello da morire.

Nadya e Viktor sono due gemelli e vivono a Leningrado durante la Seconda Guerra Mondiale. Non storcete il naso, non è uno di quei volumoni che pensate sia. Però la guerra c'è, e i due vengono allontanati dalla loro città e dai loro genitori. Per errore vengono separati in stazione e finiscono per perdersi. Si promettono, però, di continuare a scriversi su dei quaderni che il papà ha dato loro, per potersi dire cosa è successo loro una volta che si saranno ritrovati.
Non dubitano nemmeno per un istante di ritrovarsi.

Che ventata d'aria fresca, che bellezza, che cura meticolosamente meravigliosa per i dettagli.
Quello che noi leggiamo è il racconto che i gemelli si fanno di quello che accade loro a partire da qualche giorno prima della loro partenza e per tutto il tempo della loro separazione. Questi quaderni sono finiti in mano alle autorità, che li riempiono di commenti su ogni singolo reato commesso dai due.
Indovinate un po'?
I reati che due bambini possono commettere in guerra e in un regime rigido come quello russo sono molti.

La storia che racconta Moronisotto è magnifica.
Non solo ci ricorda che la Seconda Guerra Mondiale ha coinvolto molti più paesi di quelli che sono soliti essere ricordati, in particolare nella narrativa per ragazzi, ma non ha paura di raccontare fatti tremendi. Ci sono morti, il freddo micidiale, la fame, i nemici. Non è una storia edulcorata nè addolcita. I ragazzini sono perfettamente in grado di capire e tollerare cosa ci sia nel mondo e Moronisotto lo sa. Ci sono bambini lasciati soli a se stessi che si muovono a piedi nell'immensa Russia solo con la speranza di sopravvivere.
Bello intenso.

Dall'altro lato, però, ci insegna che i ragazzini quando vogliono e quando il mondo degli adulti glielo impone, sono fatti di acciaio, e se hanno un forte motivo per sopravvivere non solo sopravvivono, ma si salvano a vicenda e creano famiglie estemporanee nell'attesa di ritrovare la propria.
I ragazzini, qui, sono importanti non solo in quanto, ovviamente, protagonisti, ma perché vengono ascoltati. Viktor si impone come leader del piccolo gruppo e cerca sempre di far sentire la sua voce agli adulti, Nadya ha ottime idee e nessuna paura di alzare la mano e dirle.
Sono furbi, provati dalla situazione ma brillanti e coraggiosi.
L'esempio che vorrei i bambini avessero nei libri.
Si vogliono un bene di quelli grandi e insegnano a chi li circonda a volerne, sono umani, pasticcioni, convinti di essere sempre nel giusto e inclini a fare a pugni.
Ma va bene così, perché bisogna sopravvivere in guerra, e qua nessuno ha intenzione di soccombere.

Come se questi non fossero motivi sufficienti per lasciarsi trasportare dall'avventura dei gemelli, il libro è esteticamente bellissimo e sì, io mi faccio fregare.
Ci sono i testi scritti con colori diversi, appunti laterali come in quella mastodontica magnificenza di S - La nave di Teseo, ci sono foto, immagini, mappe, biglietti, articoli di giornale, i dettagli sono curatissimi (con tanto di font simil-cirillico buttato qua e là) e tanto, tantissimo rosso.
Il libro perfetto per piccoli compagni in erba.

lunedì 25 dicembre 2017

Il popolo dell'autunno, Ray Bradbury

16:10
Facciamo che avete mangiato, che siete pieni di cibo fino a farvi scoppiare i capillarini degli occhi. Non avete energie per alzarvi dal divano, ruttate cronometrandovi come una madre in travaglio e se avete superato i 25 bevete tisanine depurative sperando di non passare una notte insonni in piena indigestione.
È il giorno buono per Something wicked this way comes.



Non che esista un giorno sbagliato, per un libro del genere.
È, in pieno stile Redrumianesco, un romanzo in cui due ragazzini sono soli a combattere contro le forze del male. Il male stavolta è sotto forma di un misterioso luna park arrivato in città proprio intorno alla notte di Halloween, e nasconde misteri inquietanti ben oltre ogni immaginazione.

Io non so cosa farci, mi dispiace se spesso posso risultare banalotta e sempre uguale a me stessa nelle scelte, ma cercate di capirmi: ho un debole per queste storie. I protagonisti sono Will e Jim, venuti al mondo praticamente insieme e da allora inseparabili vicini di casa. L'arrivo del luna park nella loro cittadina li insospettisce fin dal primo momento. Ogni segnale indicava di starne alla larga, ma date segnali di pericolo ad un tredicenne e chiedetegli di starne alla larga, cento euro che non vi ubbidirà. L'attrazione che i due provano per il luogo incantato si rivela pericolosa davvero perché, come sempre in questi casi, le cose non sono esattamente quello che sembrano.

Non si ama Neil Gaiman nel modo in cui lo amo io, cioè con tutto il cuore che ho, senza essere passati dalla storia di Will e Jim, due dei personaggi che prenderanno residenza nel vostro immaginario. Le loro avventure sono pericolose e la tensione è reale. La preoccupazione per la loro sorte è quasi più forte del desiderio di scoprire come questa faccenda vada a finire. Sono così reali che sembra di toccarli, così diversi e così vicini come sono. Sono i due modi opposti di affrontare un problema, e sono la dimostrazione di come il nostro modo di affrontare il suddetto problema si allenti, si ammorbisca, si allunghi un po', per andare incontro al modo dell'altro.

Se ne avete una vecchia copia sgualcita in casa disegnateci un cuoricino e passatelo a qualche cuginetto più piccolo affamato di avventura e di brividi, è una favola nera con un cuore grande come un circo e con due protagonisti indimenticabili.
Un pomeriggio passato con loro è quanto di più bello vi auguri per un Natale magico.

lunedì 16 ottobre 2017

La libreria di una persona che non compra libri

16:48
Ne abbiamo già parlato: io non compro libri.
Costano una sassata, pesano altrettanto e occupano ettari di casa. Il mio lettore ebook mi rende la lettrice più soddisfatta e meno in bancarotta di sempre.


Le persone che mi circondano sanno che i libri per me >>>>>>> tutto il resto, però, quindi in ogni occasione possibile si prodigano in regali generosissimi. Praticamente la mia libreria si divide tra libri regalati e libri usati. Parlare dei libri che si posseggono mi sembra un modo anche per parlare un po' della persona che sta dentro la Redrumia, in un viaggio attraverso i romanzi che hanno accompagnato la mia vita. Mi piacerebbe un sacco sapere se anche voi avete uno o più scaffali per i libri più speciali! Facciamo come gli iutiubers e facciamo i tag? Mi rispondete con un post o nei commenti?
Qui sotto, quindi, una carrellata dei miei bambini, quelli che tengo esposti e mostro a tutti come una nonna con le foto del nipotino ciccione.

la narrativa generica
1. Le edizioni lusso (così le chiama Amazon e chi sono io per cambiargli nome?) di Mondadori della saga delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Regà, Il trono di spade. Sono edizioni molto belle, amo tenerle esposte come aprifila. Il contenuto mi ha appassionata fino ad un certo punto, poi la noia ha vinto e sono passata alla serie tv. Ovviamente mi sono stati regalati.
2. Guerra e pace. Ricordo ai naviganti quanto per me Newton Compton sia la sola casa editrice ad aver capito come secondo me vadano trattati i classici oggi. Questo l'ho acquistato in combo con un volume che vi mostro dopo, entrambi 9.90€. Ripeto, ENTRAMBI NOVE E NOVANTA. Sto aspettando di prendere la prossima influenza potente per iniziarlo, ma se è bello anche solo un quarto di Anna Karenina posso dirmi felice. Credo comunque che all'influenza manchi poco.
3. Lo sfolgorante esordio di Zadie Smith, Denti bianchi. Acquistato usato, tornerà presto nel posto in cui l'ho comprato, perché sfolgorante non è la definizione che gli darei io. Forse l'ho letto nel momento sbagliato, ma questo romanzo pieno di temi importantissimi e davvero interessanti mi ha Annoiata. A. Morte.
4. Il mio primo volume di poesie. Sempre trattato dagli amici di Newton Compton e acquistato giusto ieri ad un mercatino dell'usato, I fiori del male di Baudelaire hanno fatto il loro fiero ingresso nella nostra famigliola intima ma felicissima.
5. Tutti amano Zafon per la saga del Cimitero dei libri dimenticati, che a me ha detto pressapoco nulla. Marina, però, è un romanzo cupo e pieno di suggestioni, che più di una volta mi ha fatto chiudere la copertina di scatto per controllare che la mia camera fosse in sicurezza. Un'atmosfera che quella saga là se la sogna, una descrizione dei legami umani unica, un romanzo bellissimo.
6. Non conoscevo nulla della Allende, fino a Ines dell'anima mia. Innamorata del titolo, l'ho preso e mi sono innamorata ancora di più del contenuto. È la storia di Inès de Suàrez, una delle combattenti più famose della storia del Cile. A me queste donne controverse piacciono da matti. Ines non era una santa, era umana. E la sua storia di umana 'qualsiasi' è intrigante e avventurosa.
7. È davvero necessario che dica qualcosa su Il signore degli anelli? Sta qui perché mi immagino nel mio futuro seduta su una sedia a dondolo a leggerlo al mio primogenito. Sogni irrealistici? Se sì, non ditemelo.
8. La raccolta di romanzi di Jane Austen. Adoratissimo regalo di compleanno, questa bellissima edizione Bur raccoglie le meraviglie del mio grande amore adolescenziale. Se non avete letto Ragione e Sentimento non credo possiamo essere amici.
9. La mia utilissima guida di Praga made in Famiglia Cristiana e acquistata al mio solito mercatino dell'usato (qualche giorno ve lo mostro perché ha l'aspetto del Paradiso) ha riempito di nozioni il mio primo viaggio nella mia città preferita d'Europa, ma ora ricopre il nobile ruolo del separatore di argomenti. Dietro di lei la narrativa generica, davanti a lei l'orrore.

la narrativa de paura
10. Mia zia collezionava i romanzi che uscivano con la Famiglia Cristiana (a dispetto di quante volte la FC viene nominata in questo post, vi ricordo il mio ateismo). In occasione di un suo trasloco se ne è disfatta. Ho salvato Le avventure di Gordon Pym, perché non ci si disfa mai di Edgar.
11. La mia copia de Le notti di Salem è un disastro. Acquistato usato in condizioni pietose, ora conserva la sua forma vagamente a libro perché lo tengo insieme con un bel po' di grosso scotch trasparente da imballaggio. Non me ne libererò mai.
12. I racconti di Edgar Allan Poe li ho trovati in questa elegantissima edizione in due volumi, più vecchi della Creazione stessa, al mio mercatino. Sono giustamente divisi in racconti del mistero e racconti del terrore, e sono la compagnia migliore per una signorina a modo come me.
13. I racconti di Lovecraft, invece, comprati in quel solito posto, usati ma praticamente mai sfiorati dal precedente proprietario, sono divisi in modo assolutamente casuale. È forse un problema per me? Neanche per idea.
14. I primi due volumi della saga di Mr. Mercedes sono stati due graditissimi regali. Di tasca mia non avrei dato manco un centesimo a Sperling&Kupfer, la cui qualità non mi entusiasma per niente, soprattutto se paragonata a QUANTO CIUMBIA COSTANO I LIBRI DI SK.
15. Questo volumone, pagato, me la tiro, UN EURO VIRGOLA CINQUANTA, è la prima versione dei Mammut di casa Newton Compton. Questo, in particolare, è un gioiello, è una raccolta di romanzi gotici in cui ci sono tutti i grandissimi. Manca solo la Radcliffe, ma già così è un portento. Se non avete mai letto Il Monaco siete sul blog sbagliato.
16/17. Di fianco al nonnino Mammut, i due giovini. Uno è quello acquistato in combo con Guerra e pace, e raccoglie tutti i racconti sui vampiri da Polidori in poi. È una chicca meravigliosa che quando sono triste accarezzo con affetto. Il suo vicino, invece, regalo amato con tutto il cuore, è una raccolta dei più grandi romanzi dell'orrore. Senza Dracula la vita non ha senso.
18. C'è poco da dire su di lui, il mio King preferito di sempre: Dolores Claiborne.

le cose coi disegnetti

19. L'unico, amato immensamente, regalo di compleanno che mio fratello mi abbia mai fatto. L'Omnibus della fine di RatMan. Leo Ortolani è una delle mie dieci persone preferite al mondo. A pagina 3 avevo le lacrime dal ridere.
20. Sandman, per me, è il fumetto più straordinario della storia del mondo. Ne ho solo due volumi perché lo sto comprando 'a rate'. Cambia l'esistenza. Fatevi sto regalo.
21. I tre maestosi e magnifici volumi di Harry Potter illustrati da quel maestro di Jim Kay. Se come me avete trovato in Hogwarts la vostra vera Casa, questi libri ve li meritate. Sono di una bellezza che a parole non si riesce ad esprimere. Sono tra i miei beni più preziosi.
22. I fumetti di Alan Moore di casa Panini: Providence e il Neonomicon. Ne parliamo presto.
23. Queste sono tutte le riviste in cui è uscito qualcosa firmato da Zerocalcare. Per favore, vogliate bene a voi e alla vostra intelligenza, leggete Kobane Calling.

le cose per ragazzi e il mio bellissimo Buddha


24. Quando Newton Compton (sì, ancora lei) ha buttato fuori i libercoli a 99 cents, mi sono fiondata in libreria con la valigia. Dietro al mio adoratissimo Buddha (mia grande passione estetica since 1990), stanno cose come Gatsby, Sherlock Holmes, La casa stregata...ci sono molto affezionata.
25. Questo splendido cofanetto mi è appena stato regalato per il compleanno. Sono tre tra i più bei volumi del mio Signore e Padrone Neil Gaiman e sono illustrati dal portento di Chris Riddell. Sono Coraline, The Graveyard Book e Fortunately the milk. Per l'amore diddio leggete Neil Gaiman.
26. Alice nel paese delle meraviglie, tema della mia tesina di maturità, è qui per ricordo.
27. Una sezione ragazzi senza The princess bride è un insulto. È il libro per ragazzi perfetto e voglio proprio vedere a contraddirmi. Questa edizione è in inglese e si rovina solo a guardarla, ma ha la copertina bellissima.
28. Gli unici Harry Potter non illustrati che posseggo. Storia strappalacrime: i miei non è che potessero permettersi di comprarmi granché quindi appena ho iniziato a lavorare ho speso i miei primi guadagni per una delle cose che amo di più al mondo, Harry. Ho comprato solo i miei preferiti, il 3 e il 7. Il resto sempre letto in biblioteca, con code infinite e unghie divorate nell'attesa. Non avrò pace fino a che non mi sarò comprata il 5.
29. Le cronache di Narnia cfr Il signore degli anelli.
30. Il mio primo Neil, un'edizione marcia di Coraline comprata ad una fiera dell'usato. Non si hanno mai troppe Coraline.
31. Il mio Piccole donne, regalo di compleanno dell'infanzia, è stato letto talmente tante volte che tante pagine si sono staccate. Gli voglio un bene dell'anima.

i libri sul cinema

32. Ho sgolosiato questo libro su Amazon per secoli e per il mio compleanno mi è finito tra le braccia. La collana Big Ideas Simply Explained è portentosa, e The Movie Book parla di tutti i grandissimi classici con fare appassionato e appassionante, ha un sacco di foto e curiosità divertenti e poi parla anche de Il labirinto del fauno, il che purtroppo non è così scontato.
33. Speciale della solita Famiglia Cristiana per i 100 anni del cinema. Trovato in mezzo al marasma delle riviste usate del mio mercatino, è meno famigliacristianoso di quanto sembri. È pieno di schede interessanti e consigli non scontati. 1,50€ di potenza.
34. Sempre mercatino, sempre zona riviste: lo speciale di Ciak sul cinema fantastico non poteva che essere mio.
35. Unico libro venuto a casa con me dal mio viaggio a Londra. Il negozietto, dell'usato chiaramente, in cui l'ho preso era a Notting Hill e chiariva con più cartelli di non essere il negozio di quel shitty movie. Ho riso abbastanza e poi ci ho comprato un volumone su Hitchcock: The art of Alfred Hitchcock, di Donald Spoto. È gigante e più Hitchcock c'è, più siamo contenti tutti.
36. Un altro coso che una volta era un libro e che ora sta in piedi con lo scotch: Il film di Bela Balasz. Una specie di bibbia che ho pagato molto, ma molto più di quello che meritava viste le sue condizioni scandalose. Non sono riuscita a rinunciarvi, sono una debole.
37. Angolo dei libri minuscoli sul cinema: Il cinema secondo Hitchcock di Truffaut, Il cinema di Hitchcock di Brunetta e due specialini de L'Unità, uno su Hitchcock (non sono errori di battitura, ho davvero diversi libri tutti su di lui) e uno su Kubrick. Prezzo totale euri 3. Mi sono quasi commossa dalla gioia.
38. Angolo degli unici dvd che tengo esposti: Shining, edizione in due dischi con i documentari e gli speciali e le cose che fanno gongolare noi isterici, Evil Dead, e che ve lo dico a fare, e Carrie. Non li guardo quasi mai in dvd, ma non li toglierei mai da lì.
39. Un volumone su cinema e colonne sonore, regalone di compleanno, con tanto di cd che vi assicuro sono un portento di background per chi scrive, si chiama Movies!
40. Il Guillermo Del Toro's Cabinet of Curiosities. Non è un libro, è un'opera d'arte. Una delle cose più belle che mi siano mai state regalate.

Se vi girate di 180 gradi rispetto alle mie mensoline trovate le mensolacce di un 18enne, con tanti manga, gadget delle notti rosa di Rimini e della recente coscrizione e i giochi dell'Xbox. O lmeno, credo che sotto la polvere ci sia ancora sta roba. Ve la risparmio in nome dell'affetto che ci lega.

Se vi va, curioserei volentierissimo nelle vostre librerie e nei vostri ricordi!

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