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martedì 11 ottobre 2022

Redrumia32: parte 1

19:15
 Se siete da queste parti da un po' conoscete la tradizione del mese di ottobre, che non è solo la spooky season ma anche il compleanno della Vostra. Se non lo siete ve la racconto: condivido casa e vita con una persona a cui piace guardare i film ma che degli horror ha spesso paura quindi guardarli insieme significa spesso scendere a compromessi. Non mi dispiace, mi fa uscire dalla mia comfort zone e mi fa conoscere cose nuove, ma ad ottobre non transigo, e questo è l'unico regalo di compleanno che chiedo: un horror al giorno. 
Lui generosamente me lo concede e io ogni settimana - circa - faccio qui sul blog un riassunto delle cose a cui l'ho sottoposto. Ammetterò che questa settimana non abbiamo proprio azzeccato dei gran titoli, ma ve li racconto comunque. Giuro che di solito non sono cattiva così.







Siamo partiti con Umma, la storia di una donna che vive semi isolata con la figlia adolescente, con la quale gestisce un'azienda che produce miele. Lo zio la trova per portarle la notizia della morte della madre, e da quel momento la vita delle due smette di essere tranquilla.

Questo ha un intento semi buono, ma è pur vero che sappiamo bene di cosa sono lastricate le strade per l'inferno. Mi sta bene che si scelga di parlare di - resto volutamente vaga per evitare il rischio spoiler - di problemi delle donne di cui per ora ancora si parla poco, ma l'avrei tanto voluta vedere gestita meglio. Umma, la nonna, è una donna vittima di una circostanza che non ha cercato, che le ha lasciato traumi così grandi da renderla una persona diversa. Siamo sicuri, però, che la scelta di renderla la cattiva sia il modo giusto di farlo? Perché è passata a me come una faciloneria, un modo superficiale di gestire situazioni che superficiali non lo sono e non lo saranno mai.
Per dare un giudizio nel complesso, però, l'ho trovato tutto sommato dimenticabile.


si trova su Prime Video


Abby e Gretchen sono migliori amiche, con quella relazione da anime gemelle. Durante un weekend tra amiche, in una casa nei boschi, però, a Gretchen succede qualcosa di orrendo e da quel momento non sarà mai più la stessa. Possessione demoniaca o tremendo trauma? Abby farà di tutto per aiutare la sua amica.

All'inizio dell'anno avevo letto il romanzo da cui il film è tratto. Era una storia che prima di tutto parlava di differenza di classe (un lato di me però ricorda che Abby fosse anche nera, il che porta anche tutta una serie di altre implicazioni, ma se ricordo male correggetemi!). Gretchen era la bionda bambolina milionaria, figlia di una famiglia per bene con un nome e un'immagine da mantenere, Abby arrivava da una famiglia ben più umile. Frequentavano la stessa scuola, un prestigioso istituto privato, che Abby poteva permettersi solo grazie a borse di studio, che metteva a rischio cercando di aiutare la sua amica.
Questo elemento c'è anche nel film, che è tutto sommato piuttosto fedele per quanto riguarda il semplice svolgimento dei fatti, ma che pecca parecchio nel focus. Le differenze tra Gretchen e Abby, il privilegio di una e le difficoltà dell'altra, sono il cuore del libro. Qui sono solo accennate. Ci sono la perfetta bambolina che si libera dalle aspettative della famiglia da un lato e la disgraziata che non ha (quasi) niente da perdere ed è pronta a tutto per liberare la sua amica dalla nuova cosa che la infligge dall'altro, ma mi sembra si sfiori il punto senza mai toccarlo veramente.
Poi per carità, è una visione graziosa. Io però cercavo qualcosa d'altro.


lui invece è su Disney+


Norman e Claire hanno il matrimonio perfetto: sono bellissimi e ricchi, hanno una figlia modello che parte per il college e hanno superato con successo le difficoltà del loro passato. Dalle finestre della logo incantevole magione, però, Claire assiste alla vita dei vicini, ben lontani dalla loro perfezione, e se ne appassiona, al punto che quello che vede finisce per avere ripercussioni anche per la sua, di vita.

Lungi da me dire qualcosa di negativo su Zemeckis. Non sono ancora impazzita, e nel complesso mica si può dire che questo sia un brutto film, anzi. Fa quella cosa sempre attuale di mostrare come il marcio stia spesso nascosto alla luce del sole con delle sembianze luccicanti. Però diciamo che si nel periodo di Halloween andasse di vedere qualcosa di suo c'è sempre La morte ti fa bella. 
Con quello non si sbaglia mai.




La famiglia di Rini è colta da una serie di spiacevoli sventure: la madre si ammala e la famiglia si blocca per prendersi cura di lei, i proventi della sua precedente carriera da cantante sono ormai un ricordo del passato, e in casa ci sono anche i bambini più piccoli a cui badare. 
La morte della madre non migliora per nulla la situazione.

Io lo so che la devo chiudere qui con il cinema asiatico. Non ne ho nessuna cultura, avrò visto meno di venti film a voler restare abbondante, e tutte le circa venti volte me la sono fatta sotto senza pietà. Lo so che Indonesia e Cina e Giappone e Thailandia sono nazioni ben diverse ed è come mettere insieme il cinema francese con quello dell'Estonia, lo so. Ma la mia esperienza è stata questa, e temo abbia molto a che fare con la totale mancanza di familiarità. È tutto distante da me e da quello che conosco, non ho una competenza che mi renda qualcosa più accessibile e finisce puntualmente che sono annientata sul divano senza essere più capace di muovermi. 
Che cazzo di paura.
Fine della recensione.




Father Max è un prete farlocco che fa delle live in cui pratica esorcismi. Naturalmente è tutto uno show, tenuto in piedi dai due amici Max e Drew, ma fa un successo insperato. Le donne di tutto il mondo si strappano i capelli alla vista del prete belloccio, perché siamo pur sempre tutte le sorelle di Fleabag, e i due si godono il momento di gloria. 
Fino a che non va tutto malissimo, e lo show diventa più reale del previsto.

Allora, questo è buono. Rientra in quel filone che a me piace sempre tanto dell'horror social, in cui la nuova comunicazione diventa protagonista. Mi piace che metta tutto in discussione - anche se il discorso sull'autenticità è vecchio come il mondo stesso dell'intrattenimento - e che lo faccia questa volta con il sottogenere con cui più di tutti ho un rapporto di amore-odio: quello demoniaco. Naturalmente quando a dover recitare è la fidanzata di Drew la possessione diventa reale e tutti cominciano a farsela sotto, noi spettatori compresi.
Il posseduto seduto sulla sedia sotto lo sguardo di tutti non è una novità, lo avevamo già visto (visto si fa per dire, con le mani davanti agli occhi) in quel piccolo gioiello terrificante che è The Atticus Institute, un film da cui buon dio mi sono ripresa dopo settimane. Questo non fa altrettanta paura, ma ha una piacevole discesa verso gli inferi, un graduale ma efficace peggioramento della situazione che è stato molto piacevole da vedere. 
Sono solo rimasta leggermente delusa dal finale, è come se avesse costruito una strada molto carina da percorrere per arrivare ad un punto in cui la vista non è granchè.


è un originale Netflix


Il giovane Craig viene assunto dal vecchio miliardario Mr Harrigan perché gli legga delle storie. La relazione tra i due dura anni, ed è Craig ad iniziare l'anziano alle meraviglie degli smartphone. Il vecchio ne godrà per poco, perché morirà di lì a breve, e durante il funerale il suo giovane amico lo farà seppellire con il suo telefono in tasca. Tutto molto tenero, almeno fino a che il telefono di Craig inizia a ricevere dei messaggi che arrivano proprio dal telefono del signor Harrigan.

Questo è insipido. Come mangiare dell'insalata scondita: saziare ti sazia, ma che noia. Avrei voluto più tenerezza nella relazione tra i due - che pur c'è ma solo accennata - nella prima parte e ben più angoscia nella seconda. L'ho trovato ammosciato, insignificante. Poteva essere un coming of age interessante, un racconto di crescita e di distaccamento dal passato. Invece sono usciti i titoli di coda e io e il Moderatore siamo rimasti davvero sconcertati che potesse davvero finire così. Sembra nemmeno concluso. 
Quando King scrive qualcosa di poco adattabile lo sapete già che c'è Flanagan da chiamare, perché perdere tempo così?


si trova al canale di Midnight Factory


Ecco questo invece mi ha un po' fatta arrabbiare. 
Taylor e le sue amiche decidono, contro il volere della cugina Emma, di andare a fare uno scherzo alla nuova vicina che nemmeno conoscono, Julie, e la faccenda finisce molto male.

Lo so che la trama è scritta male, ma la colpa è del film. 
A me piacciono i film in cui capisci che tutto sta andando in merda, è pericolosissimo e fa tutto paura ma ancora non si capisce perché. Mi diverte, crea un'ottima atmosfera, gioca con l'immaginazione dello spettatore. Però ad un certo punto bisogna tirare le fila di quello che sta effettivamente succedendo in scena, perché va bene l'immaginazione dello spettatore, ma il film mica te lo devo scrivere io. 
Mi starebbe pure bene l'eccesso opposto: non dire nulla di nulla, lascia che tutto sia terrificante e spaventoso e finisca male senza che noi si sappia nulla del perché.
È questa ridicola via di mezzo che non ho tollerato. C'è una bambolina che compare e scompare in giro per casa. C'è un papà che ha commesso una cosa tremenda. C'è una signora indisposta per via della suddetta cosa tremenda. C'è Julie. C'è il gruppo di amiche. Tutto ammassato, tenuto insieme con lo sputo e la speranza e coperto di urla isteriche che ci ricordano che le cose stanno andando male.
Sono io che l'ho frainteso, sto film?
O è lui che è scemo?




QUESTO È BELLO!
Shawn è un influencer caduto in rovina: ha fatto una cappellata e il suo video di scuse non è servito a recuperare l'affetto dei suoi follower. Il suo successo era nato con una rubrica in cui affrontava le sue paure facendo cose matte tipo lanciare i sassi alle guardie (cosa che comunque non disapproviamo) e quindi ha deciso di tornare a far parlare di sè affrontando la sua paura più grande: i fantasmi. 
Armato di attrezzatura che costerà come la mia casa ma che comunque i grandi nomi dei social statunitensi si possono permettere, parte per passare da solo una notte in una casa infestata. Il tutto, ovviamente, in live streaming.

Lo ammetto, dopo una settimana come quella che avete letto fin qui, sono partita prevenuta. Ero pronta alla stronzata. E forse lo è. Ma è la stronzata più bella e divertente che ho visto nell'ultimo periodo. Il protagonista è un povero imbecille e il film non fa nulla per mascherarlo, si lancia in questa cosa da solo prendendo nessuna precauzione per la propria sicurezza e lanciandosi nel vuoto (una volta anche letteralmente e ho quasi rischiato di soffocare dalle risate). La prima metà del film è un insieme disordinato e caotico delle sue urla isteriche, perché non ha mentito e se la fa davvero sotto dalla paura.
È però anche vero che la paura è contagiosa, e mentre Shawn scappa a chiudersi negli armadi intanto cominciamo a farcela sotto un po' anche noi. Quando poi le presenze appaiono, perché appaiono eccome, il film diventa un omaggio ai grandi, quelli che il cinema lo facevano proprio sporchissimo e disgustoso. La casa è ripugnante perché abbandonata da decenni e quindi lurida, elemento che in pochi prima di lui hanno sfruttato, e le presenze disgustose. Ci sono dita nel naso, acque torbide, pipì in bocca. E non si smette mai, mai di ridere, anche quando è inquietante. Fa un uso molto intelligente del mezzo social, perché essendo un live stream abbiamo modo di assistere anche alla chat degli utenti connessi - che il film sfrutta benissimo - e questo contribuisce a dare al film e allo spettatore un elemento in più con cui giocare. 
Si prende gioco bonariamente ma in modo affilato del fenomeno degli influencer, della visibilità online, del rischio che si corre quando si è disposti a tutto. Ha un ritmo che non molla mai, è frizzante, spiritoso, ripugnante. Ne ho adorato ogni istante, mi sono spanciata dalle risate. 
So già che lo riguarderò spesso.


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