Visualizzazione post con etichetta horror. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta horror. Mostra tutti i post

lunedì 24 luglio 2017

The Craft

12:27
La cosa più importante di Netflix è guardare le cose al primo desiderio, altrimenti il balordo le toglie dal catalogo e tu resti a bocca asciutta. Seguendo questa fondamentale regola per vivere bene, mi sono vista Giovani streghe, prima che fosse troppo tardi.



Le giovani streghe del titolo italiano (che sembra studiato apposta per non farsi prendere sul serio) sono tre amiche che frequentano una scuola cattolica di Los Angeles. Quando Sarah si trasferisce nella scuola le tre amiche capiscono subito che lei è la persona adatta a diventare il quarto membro necessario a chiudere il cerchio. Bonnie, Nancy e Roshelle, infatti, sono appassionate di stregoneria, e il quarto membro è necessario per acquisire a tutti gli effetti dei poteri.

Sense8, stagione due. Al matrimonio della sorella, Nomi tiene un discorso in cui blasta furiosamente la madre, e se ne esce con un notevole 'Be careful what you wish for, mum.', che secondo me è il riassunto perfetto di The Craft. Le ragazze sono, appunto, solo ragazze, con desideri comunissimi e che cercano il mezzo più semplice per realizzarli.
Ognuna di loro ha un problema, che chiede a Manon, la divinità di riferimento, di risolvere. Amori non corrisposti, problemi fisici, acerrime nemiche da punire. Non voglio sminuire i problemi che sembrano così assurdi quando si hanno sedici anni. A quell'età e in quel contesto (le solite scuole americane), un compagno che non ricambia è la fine del mondo. Un lieve difetto fisico diventa invadente, come se non ci fosse altro. Ci sta allora che le richieste principali delle ragazze siano di natura leggera.Però c'è anche, come nel caso di Nancy, una vita disastrata da ricostruire. Non è un caso allora che sia proprio Nancy quella più legata a Manon e alla possibilità che quest ultimo ha da offrirle, perchè se per le altre si tratta di problemi più legati all'adolescenza, quelli di Nancy sono problemi di una vita intera. Fallire significa perdere ogni speranza in un futuro sereno, e lei non può permetterselo. Il cerchio è la sua unica chance.
Vedere quindi l'ultima arrivata, Sarah, noiosa e conformista, essere dotata di potere reali, e sprecarli per avere le attenzioni di un microcefalo, non deve essere stato facile. Eppure, quando come previsto il microcefalo ha mostrato a Sarah la sua microcefalia, Nancy è stata l'unica a prendere il due e andare a rivoltargli la faccia. Perché di solito è così, è proprio chi soffre di più a voler risparmiare ad altri la sofferenza. E Nancy, oltre che per gli scopi personali, è la prima a credere nell'importanza dell'unione con le amiche, stregoneria o meno.

Non è che Roshelle e Bonnie fossero inutili, è che è parso evidente dal primo momento come il centro del film fosse la 'diatriba' tra la buona e potente Sarah e la carismatica e problematica Nancy. Non crederò mai, MAI, che un solo spettatore abbia potuto mai tifare per Sarah.

lunedì 17 luglio 2017

XX

13:42
Le emozioni più genuine sono quelle scaturite da piccoli dettagli colti in giro per l'esistenza. È lunedì, il giorno del post dell'orrore, e avevo deciso di guardare quell'XX che stava nella mia lista Netflix da un po'.
Lo accendo, parte il primo corto (che è poi il mio preferito), la famiglia accende la tv, il film che guardano è La notte dei morti viventi. Per cinque secondi mi sono sentita presa in giro. Ma come, karma? Proprio oggi? Proprio oggi che piangiamo George Romero?
Poi ho pensato che invece è proprio così che voglio vederlo ricordato. Omaggiato, citato, mostrato negli horror di oggi che a lui devono così tanto. Diamo spazio ai giovani (e alle giovani), ma continuiamo con i nostri altari dedicati a chi ci ha reso quello che siamo.



XX è un progetto antologico composto da 4 cortometraggi horror girati da altrettante registe donne. Donne sono anche le protagoniste, ritratte sempre in mezzo agli affetti più cari. Ci sono famiglie, amici, figli, vicini di casa. Eppure, alla fine, le protagoniste si trovano sempre sole a gestire le tragedie che accadono loro.

The Box

Nel primo corto, che come vi dicevo è il mio preferito, una madre è in metro con i due figli. Il più piccolo si mette a fare due chiacchiere con l'uomo seduto accanto, che porta una grossa scatola rossa. Il bambino chiede di vederne il contenuto e, una volta accontentato, qualcosa accade. Il bambino smette di mangiare, rifiuta il cibo con calma fermezza. Nessuno sa cosa abbia visto, fino a che il bambino non ne parla con la sorella.
A me queste cose senza risposta, che non hanno bisogno di coccolare lo spettatore, a volte innervosiscono a volte piacciono. In questo caso mi è piaciuto perché, diciamocelo: nessuna risposta avrebbe saziato. King in Danse macabre parla molto bene di quanto sia giusto mostrare per non deludere le aspettative (dato che la nostra mente va sempre al peggio possibile) e secondo me Jovanka Vuckovic ci riesce benissimo.
C'è anche da dire che come io leggo il nome di Jack Ketchum mi chiudo a riccio e parto con paura preventiva, ma tant'è.

The Birthday Party

Altro episodio bellissimo. È il compleanno di Lucy e la sua mamma Mary ha organizzato per lei una festa incredibile. Niente può rovinare la festa della bambina, nemmeno l'improvvisa morte del padre.
Anche stavolta, una donna si trova a dover gestire un grosso problema familiare. Mary ha l'aggravante del dover salvare la facciata. La sua ansia materna è quasi tenera se non fosse folle e sconsiderata. L'episodio, girato da quella che credo essere la morosa di Kristen Stewart, è brillante e grottesco, mi ha colpita molto.

Don't fall

Potevano mancare gli amici in vacanza? No, infatti.
Ecco quindi quattro ragazzi in esplorazione di una zona montuosa, con tanto di panorama mozzafiato e pitture rupestri. Chiaramente non finisce bene, ma nemmeno il corto, visto che a me è sembrato insipido e facilmente dimenticabile.

Her Only Living Son

Ah, questo stupendo. Cora e il figlio diciottenne Andy hanno un rapporto travagliato. Andy la preoccupa molto, e non accetta aiuto.
Il corto della regista di Jennifer's body e del ben migliore The Invitation è dolce e intenso, con un finale straziante.

Riconosco di non essere oggettiva a causa del mio amore per gli antologici, ma insomma, questo è bellino. Se dovete scegliere un modo indiretto per salutare George, eccovelo.

Facebook

Disclaimer

La cameretta non rappresenta testata giornalistica in quanto viene aggiornata senza nessuna periodicità. La padrona di casa non è responsabile di quanto pubblicato dai lettori nei commenti ma si impegna a cancellare tutti i commenti che verranno ritenuti offensivi o lesivi dell'immagine di terzi. (spam e commenti di natura razzista o omofoba) Tutte le immagini presenti nel blog provengono dal Web, sono quindi considerate pubblico dominio, ma se una o più delle immagini fossero legate a diritti d'autore, contattatemi e provvederò a rimuoverle, anche se sono molto carine.

Twitter

Instagram

Google+