lunedì 27 maggio 2019

Un post fuori tema

Niente cinema, né libri, né serie tv, oggi.
Ci sono solo tante cose che mi affollano la mente dopo questo weekend di elezioni e questo è l'unico spazio in cui mi sento di poter parlare liberamente. Mi sento me stessa solo qui (e su twitter, ma è diverso). A me sono andate malissimo (ma non inaspettate) le Europee, e anche le comunali. Diciamo che negli ultimi anni, tra Brexit, l'attuale governo, Donald Trump, e altre delizie, ne abbiamo avute abbastanza, e io sono un po' satura.


Io sono stata razzista, omofoba, intollerante verso il diverso. Fino a qualche anno fa se una persona nera o, peggio ancora, rom mi passava vicino stringevo la borsa un po' più forte a me. Ricordo una conversazione con un'amica (ricordo anche dove eravamo) nella quale mi professavo poco ''moderna'' perché io quei gay lì non li capivo mica. Era tutto irrazionale, se mi chiedevano il perché delle mie idee non lo sapevo argomentare, era così e basta.

Perché dire queste cose di me, delle quali, peraltro, potrebbe fregarvene il giusto, cioè nulla?
Perché io spesso me lo dimentico. Io, fiera come sono dei miei ideali, a volte mi scordo che non sono sempre stata la persona che sono ora. Mica mi elogio, per carità, sono la prima hater di me stessa, ma la sola cosa che amo di me sono i miei ideali, e fino a qualche tempo fa non avevo manco quelli.
E invece oggi più che mai è importante che io mi ricordi da dove arrivo. Perché la persona che sono oggi vorrebbe uscire di casa e mettere le mani in faccia a chi entra in cabina elettorale e danneggia il paese con una croce nel posto sbagliato. Perché l'odio che suscita in me il nostro ministro dell'interno a volte è quasi spaventoso. Non posso ascoltare le sue interviste, tanta è la repulsione che mi suscita, è quasi fisica. Perché se una persona mi dice che vota lega o movimento 5 stelle - minuscoli volontari - o la Meloni (la Meloni raga, la Meloni) o Silvio Berlusconi (anno del Signore duemiladiciannove) ai miei occhi quella persona perde valore. Ho fatto eccezioni molto sporadiche per persone alle quali voglio molto bene, ma ho dovuto smettere di parlare con queste persone di temi per me fondamentali per non rovinare rapporti importanti.
(Non il mio compagno, però. Non potrei, oggi, stare con qualcuno che non la pensa come me, non potrei mai.)
Devo ricordarmi che io sono arrivata dove sono con un percorso, che mi ha cambiato le idee e i desideri, e che come l'ho fatto io lo possono fare molti. Non lo faranno se li mando in ospedale perché li investo con la macchina, però, questo è poco ma sicuro.

Io oggi ho avuto bisogno di sedermi e mettere alcune cose per iscritto per calmare quello che penso, perché io non sono e non voglio essere come loro. Io quell'odio qua non lo voglio. Più loro scalpitano gridando e incitando a quella stessa rabbia qui, quella che viene dalla pancia, più io mi voglio calmare. Proprio adesso, forse, che dovrei essere più incazzata, io devo darmi una calmata. Il gigantesco Gipi, su twitter, è stato per me un esempio fondamentale. Lui viene criticato, spessissimo, perché si espone molto. All'ennesimo ''Ma perché gli rispondi? Non dargli attenzioni!" ricevuto da qualche fan nei commenti, Gipi ha risposto di avere il difetto di considerare tutti persone, anche quelli diversi da lui.
E io ci devo provare, a essere migliore non solo di loro, ma anche di me stessa, di quella che ero e di quella che sono adesso, che vorrebbe uscire a dare fuoco alle bandierine di forza nuova e che vorrebbe appendere a testa in giù i gentiluomini di casapound.
Io oggi parteciperò a più manifestazioni, leggerò più libri e più giornali, starò più attenta, farò sentire la mia piccola voce ogni volta che ne sentirò la necessità, cercherò di portare avanti i miei valori nella mia vita di tutti i giorni e cercherò di essere ogni giorno migliore del precedente.

Oggi sono furiosa, con questo Paese che non riconosco e che sento così lontano da me. Sono sbalordita di fronte a persone a cui non manca nulla ma che riescono a covare così tanto rancore verso il prossimo e che ogni domenica sono in prima fila in chiesa a cantare le canzoncine dei Gen Rosso. Chissà se se lo ricordano, poi, che quel Gesù lì che pregano tanto era di pelle scura. Io ora sono atea, ma sono andata a catechismo fino a vent'anni. Se non mi ricordo male le cose che diceva il loro Gesù erano altre, ma può essere pure che mi ricordi male io. Sono imbufalita con chi sfrutta le donne e la loro immagine per della miserabile propaganda utile solo a guardare la pagliuzza negli occhi degli altri e ad evitare accuratamente la trave del proprio, di occhio. Sono amareggiata dalle persone che non hanno nemmeno provato, a farsi una propria idea, e che si sono fermate a quello che ha detto il vicino, il cugino, la cognata. Sono allibita di fronte alla giustificazione e alla valorizzazione della mediocrità, della mancanza di competenza, di fronte alla critica a chi studia e si prepara. Sarò furiosa anche la prossima volta che sentirò un cafone intimare a due adolescenti di origini magrebine di tornare a casa loro se in coda alla mia cassa ci mettono due minuti di più a pagare (true story), e di sicuro non guarderò al nuovo sindaco del mio paese con un sorriso di incoraggiamento.
E non garantisco nemmeno che risponderei di me se incontrassi per la strada quel ministro lì che ha sempre il rosario in mano, e sinceramente nemmeno se beccassi il suo inetto smm.
Oggi devo impormi di essere migliore.
Perché l'ondata di merda l'abbiamo seppellita una volta e lo faremo di nuovo.
Nel frattempo, (r)esistiamo.

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