lunedì 17 febbraio 2014

Livide

(2011, Julien Maury e Alexandre Bustillo)
RECENSIONE CUM SPOILER.



I nomi Maury e Bustillo rimandano alla mente dei più il film A l'intérieur.
Meno che alla mia, che quel film ancora non l'ho visto.
Pare sia una visione tosta, quindi me la prendo comoda.

Livid(e) invece è più tranquillino, parla di Lucy che sta facendo il tirocinio come infermiera, seguendo alcuni anziani a domicilio. Tra questi c'è Jessel, una ricchissima ex insegnante di danza in coma irreversibile, che si dice nasconda in casa un gran tesoro. Lucy lo va a raccontare al fidanzato con precedenti per furto, il quale, per conservare la sua natura cleptomane, propone una gita nella casa dell'anziana signora a cercare il tesoro.
Poteva un piano così geniale finire bene?


Ma soprattutto, si poteva evitare di metterci 40 MINUTI per entrare in casa?
La prima metà di film ci mostra Lucy al lavoro, Lucy al porto, Lucy con moroso e amico curioso, Lucy che litiga con papà, Lucy che litiga con papà. Nonostante ciò, se dovessi dire che tipo sia sta Lucy, non saprei come descriverla, così come i due ragazzi, poco approfonditi.
Non capisco quindi perché metterci così tanto, se poi il risultato è un incipit noioso e prolisso.

Quel che è peggio è che, come spesso succede, la messinscena è bella assai. La casa, la situazione, i ragazzi che pensavano di andare sul sicuro visto che la nonna se la dorme bellamente, ma soprattutto i colori e gli ambienti mi sono piaciuti un sacco. Ma non migliorano l'atmosfera.



I 40 minuti alla fine passano e i tre entrano in casa, dove succede che..
BOH.
Inizia un gran caos, scene confuse, vicenda poco chiara, ancora adesso se dovessi dirvi qual'è il tema principale del film avrei qualche dubbio. Vampiri? Fantasmi? Entrambi?
Di certo, alcune immagini sono efficacissime, come quelle della figlia ballerina, per esempio.
Ma non è sufficiente a renderlo una valida visione, però, perché io sono esigente, non è che posso accontentarmi di una zombie-vampira-cadavere-inveceno.
Nemmeno se è la figlia della signorina Rottermeier.
La confusione poi è una cosa che mi manda in bestia. Se vuoi fare il misterioso allora ometti, nascondi, cela. Non miscelare tutto, che lo sanno anche i bambini che a mischiare le cose poi non si digerisce bene.
Anzi, se qualcuno mi può fare un riassunto di cosa ha capito meglio, che magari a mettere insieme le nostre esperienze ne esce un film con una sua logica.
Ho anche pensato di essere io la cretina perchè non avevo capito.


E invece no, maledetti francesi, siete voi che avete un film del piffero.
Non orribile, ma del piffero.

6 commenti:

  1. Eh, c'ero caduto anche io in 'sto pastrocchio, attirato proprio dai nomi che si celavano dietro la regia, dopo quella bombazza imperdibile di "A l'interieur"... Non rimandare Mari, tolto il dente tolto il dolore ;)

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    1. Dici? Dovrei provare la tattica che ho usato per Requiem allora, far partire il film senza pensarci troppo o cambio idea!:D

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  2. a me è piaciuto...sicuramente meno di A l'interieur, ma lo trovo valido e anche coraggioso...

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    1. Mi state incuriosendo, con 'sto A l'interieur!:D

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  3. Ciao! Anche io non ci avevo capito 'na mazza. Però un "nonsochecosa" ce l'ha (o meglio, ricordo che ce l'aveva...mi pare. Direi quasi "Dovrei rivederlo"...ma anche no).

    Bel blog. Tiè.

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    1. No guarda, risparmiati il bis, non ne vale la pena!:D Grazie mille!

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