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venerdì 24 aprile 2015

Dylan Dog - Vittima degli eventi

14:12
"Oh, ciao, cinema italiano, quanto tempo! Tutto a posto?"
"Mari, ciao, mah insomma, al solito!"
"Ero preoccupata per te, tutti dicevano che sei morto, ho sentito le campane. . .mi sono allarmata! Sei stato un giovane glorioso, era un peccato perderti così!"
"Beh, non sono in formissima. Non sono invecchiato bene. Certo, ero proprio un bel ragazzo, eh?"
"Ah, se eri bello! Te lo ricordi Mario Bava?"
"Se me lo ricordo! Oggi non viaggiamo più su certe cime, ragazza mia. . ."
"Eppure, qualcosina si muove! O no? Ho letto certi articoli interessanti su qualche progetto indipendente, qualcosina di horror. Mi sbaglio?"
"Sempre la solita, coi tuoi film dell'orrore! Però hai ragione, ci sono diversi giovani che si stanno buttando a cercar di smuovere un po' queste mie ossa arrugginite!"
"E funziona?"
"Come in tutte le cose, dipende. C'era stato quell'Evil Things, hai presente? Non era andato troppo bene."
"Ho sentito belle notizie sul tale di youtube che ha fatto un film su Dylan Dog, però, che mi dici? Merita una visione?"
"Intanto merita una visione perché te lo trovi gratis sul tubo, e lo so che sei tirchia, tutto ciò che è gratis va bene. Poi, credo potrebbe piacerti, sul serio."
"Tu dici?"
"Credo di sì, la storia è molto semplice: ragazza con visioni che si rivolge all'indagatore dell'incubo per risolvere il suo problema."
"Beh, basica."
"Sì, quello sì. Ma a fronte di un progetto così ambizioso, non è nemmeno un male. Storia semplice ma niente lasciato al caso. C'è tanta attenzione ai dettagli. E poi, lo dirige quello youtuber che tanto ti piace, Claudio Di Biagio!"
"Ah, è vero! Io Claudio lo adoro. Mi fa molto ridere quando vuole far ridere e lo trovo appassionato ed appassionante quando parla di cinema. Un talento vero."
"Si vede, si vede, questa passione che ha. E non è nemmeno un pirletto che si è messo dietro la camera dal nulla. Ha studiato, ha fatto le sue esperienze . . ."
"E la fotografia? Cosa mi dici della fotografia?"
"Ahhhhh, hai centrato subito il mio punto preferito. Bella, bellabella. Opera di un altro youtuber, Matteo Bruno."
"Ma chi, Cane Secco? MAVVA'!"
"Sì, proprio quello lì. Ha fatto davvero un bel lavoro."
"Mi fa piacere, davvero. Mi sta molto simpatico anche lui."
"Certo, non era semplice toccare Dylan Dog, eh. Potevano o essere accusati di estremo coraggio o di estrema coglioneria. Ma tutto sommato l'aria del fumetto si respira abbastanza. Forse la casa me la immaginavo più 'chiara', ma tant'è. E' il rischio che si corre con un fumetto in bianco e nero che diventa un film a colori."
"Direi che mi hai convinta a vederlo. Ma ce l'avrà un difetto, sto film?"
"Dylan Dog."
"Eh?"
"Il difetto di Dylan Dog è Dylan Dog, l'attore. Troppo serioso, quasi appesantito da se stesso."
"Peccato! Ma Groucho? Dimmi di Groucho?"
"Ecco, lui invece ha completamente vinto la sfida! Credibile, naturale, divertente. Non era semplice, eh, eppure se l'è portato a casa con una gran dignità."
"Caro il mio cinema, mi hai convinto! Vado a casa a vederlo."
"E tu, Marikì? Quando ce lo sforni un cortino, magari di tensione. . ."
"Si vede che sei invecchiato, bello, straparli! Ti tengo un posto al ricovero per quando Di Biagio & co. si ritirano!"


martedì 19 agosto 2014

Notte Horror: Dellamorte Dellamore

22:36
C'era una volta una blogger.
Tutta brillante e sbarazzina, il suo nome era Erica.
Un bel giorno, Erica, che pensava spesso con nostalgia agli anni passati, scrisse una lettera ai suoi amichetti blogger chiedendo ad ognuno di riportare in auge la 'Notte Horror'.
Ma di cosa si trattava?
Voi, miei piccoli lettori, sarete troppo giovani per ricordarla, ma qualche anno fa, in televisione, trasmettevano ogni martedì dei film horror. Proprio quei film che voi, piccoli lettori, ancora non potete vedere.
Motivo per cui la favola finisce qui.
Tutti a letto, dai.

(1993, Michele Soavi)


Dellamorte Dellamore
sottotitolo: come si diverte Tiziano Sclavi a prendere per il sedere i suoi fanZ.

Perchè se scrivi un romanzo, poi lo lasci nel cassetto, poi inizi a pubblicare un fumetto che diventa una BOMBA e tutti lo amano, e i due protagonisti sono UGUALI, ma dopo mi dici: 'Ma no, non è il film di Dylan Dog!', allora mi prendi per il culo.
Perché allora non gli facevi guidare il maggiolone, a Francy! Allora gli davi un'altra pistola!
E non mi interessa se poi ti sei ispirato, se Dellamorte è stato la tua bozza per poi stendere il (capo)lavoro definitivo con Dylan, non mi interessa.
Ti sarai divertito un casino a sfotterci.
E sai la verità?
Mi sono divertita pure io.
Per tutto il film ho cercato simbolismi, metafore, collegamenti e citazioni tra i due signori con la faccia di Rupert Everett. Sono arrivata addirittura a considerare il teschio puzzle come un precursore del veliero di Dylan.

Fatto sta che, Dylan Dog o meno, Francesco Dellamorte è il custode di un cimitero. Vive proprio lì, nel cimitero, con Gnaghi, il suo assistente, segni particolari: tutti.
Una specie di Hodor prima dei tempi.
Andrebbe anche tutto bene, se non fosse che in quel cimitero i morti risorgono. Entro 7 giorni, che questi hanno la scadenza come lo yogurt, escono, si fan due passi e puntualmente si pigliano una pallottola in fronte da Dellamorte che è lì per lavorare e mica per star seduto a leggere la guida del telefono.
Pensate che questo possa far bene ad una mente umana?
Non è così, claro.


Tempo fa, parlando di Cannibal Holocaust polemizzavo sul fatto che i film che ancora oggi fanno parlare di sè non ci sono necessariamente i miglliori.
Difatti, parlo per la mia generazione, non è che DD se lo filino in molti, a meno che non si urli TETTE! allora branf! tutti pronti a vedere.
(sì, preadolescenti horny, ci sono delle tette.)
Eppure, è un filmone.
Non si vincola ad un genere netto e deciso, gironzola qua e là tra l'horror e la commedia, ci sono certe scene con dei tempi comici perfetti (vedi la scena della testa nel televisore) ma ci sono anche bei momentini splatter che ve li raccomando.
Alcuni quasi di violenza psicologica: avreste dovuto vedere il repentino allargarsi delle pupille di R quando il medico tira fuori le forbicione.

(A questo proposito, la scena dopo era prevedibilissima, ma quanto fa ridere vederlo svenire?)


Oltre alle risate, che ci sono e sono di quelle sincere e a volte anche nonsense, che a mio parere sono le più belle, ci sono però anche momenti più seri e interessanti.
No, non fa paura.
Non inquieta nemmeno.
Ma ci sono gli zombi, tanti zombi.
Romantici, scout, sindaci, geometri, di ogni.
Una società di zombi.
E questo ci piace molto, anche se da queste parti non abbiamo capito molto bene perchè lo zombie sindaco parlasse e gli altri no.
Ci sono certe inquadrature del cimitero controluce, con tanto di corvo sulle tombe in dotazione, che sono una meraviglia.
Poi ci sono anche momenti in cui sembra che il cameraman stia girando sulla ghiaia in monopattino con la camera in braccio, ma qua siamo in un film cazzone e non ce ne frega niente.


Perché qui c'è il tenero Gnaghi, che con la sua bella faccia tonda e i suoi 'GNA!' scalda il cuore,
Eppure anche lui all'occorrenza qualche bella badilata la sa tirare.
Perché c'è Anna Falchi che è una e trina come nostrosignore e non si capisce proprio benebene cosa stia succedendo, ma in fondo che ce ne frega a noi, che qua abbiamo un uomo che quasi si faceva evirare per niente.
Perché alla tele si vede Blob e io Blob lo amo tanto.
Perché c'è una testa zombie che si vuole sposare, e che VOLA.
Perché ad un certo punto iniziano i morti veri (cioè, ci sono vivi che muoiono) e quando il detective vede l'assassino con l'arma gli urla 'Ah grande, tienila che ti serve per difenderti!'
Perché c'è un'inquadratura random del primo piano di un cavallo, così, tanto per.
Perché uno degli zombi è una suora, però pare un uomo.
O viceversa.
Perché è un gran minestrone di film, con mille cose dentro, ma ce ne fosse una che non mi ha fatto impazzire.
Perché c'è pure il finale filosoficheggiante.
Qua non si scontenta nessuno.
Perché un morto esce dalla tomba con la MOTO (sottofondo musica tamarra perché sì) e la sua morosa gli corre dietro e si fa MANGIARE.
La follia amici.
O meglio.
L'intelligenza nascosta dietro una battuta demenziale.
Gnà.

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