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venerdì 29 aprile 2016

Lo squalo

20:11
Vi devo dire una cosa, però promettetemi che state calmi.
Spielberg mi sta un po' antipatico.
Sarà che lo conosco poco, sarà che sono troppo giovane per far parte di quella generazione che ha lasciato il cuore su E.T., sarà quello che volete, ma a me lui è sempre piaciuto poco.
E questo, lo comprendo, sarebbe un ottimo momento per far partire il defollow istantaneo.
Ma perché scappare proprio ora, quando io e S.S. ci stiamo conoscendo un po' meglio?

Il vero motivo per cui siamo qui riuniti oggi, a cercare di mettere una pietra sopra le mie passate ostilità verso SS, è uno solo: il GGG.
La mia ossessione per i libri è da attribuirsi a quattro signori, che hanno cullato la Mari bambina fino a renderla il mostro fissato con le parole che è adesso: J.K.Rowling, chiaramente, Bianca Pitzorno, Roberto Piumini e Roald Dahl.  L'ipotesi di un film sul Gigante Gentile mi scalda profondamente il cuore. Diretto da SS, si dice.
E allora eccomi qui, a cercare di fare pace con l'uomo che darà al mio omone un volto.
Inizio con gli squali, ché se vi dico che fino ai 25 anni non avevo mai visto il Signor Squalo mi mettete il muso.

SERVE UNO SPOILER ALERT? IO NON CREDO.


Ho sempre paura, quando guardo questi Grandi Film.
Che non mi piacciano, di non capire la loro influenza su chi è venuto dopo, di non sapere come parlarne. . .
In questo caso le mie paure erano elevate al cubo, perché non è che a me fregasse poi molto di vedere un film su uno squalo gigante che mangiava le persone. Mi dispiace, lo so. Ogni tanto vorrei essere una di quelle persone che amano i mostroni e si esaltano con l'azione, ma non è così, fatta eccezione per quei momenti in cui odio il mondo e lo voglio vedere finito almeno nella finzione. Sono solo momenti, però, di solito resto freddina.
L'ho visto per completezza, perché mi sembrava giusto guardare prima di giudicare, e blablabla.

Stavo in panciolle sul divano, convinta che dopo 10 minuti secchi mi sarei addormentata anche grazie alle 23 ore di lavoro in due giorni che avevo alle spalle. Non mi ero nemmeno preparata la merenda, cosa surreale, non si guardano i film senza mangiare.
Copertina, ché siamo quasi a maggio ma fa un freddo cane, cuscino, pc caldo sulle gambe. Mi davo giusto qualche minuto prima di soccombere.
Risultato: occhi incollati allo schermo.
La mia testa ha iniziato a scuotersi dall'alto verso il basso più o meno al minuto 18: squalone magna bambino. Io lì pronta sul bordo del divano, la mano sul bordo dello schermo del pc pronta a chiuderlo con sdegno: aspettavo la scena straziante della mamma urlante. E invece. E invece costumino che torna a riva, e bam, cambio scena.
Schiaffetto in faccia a farmi vedere chi comandava e io tornata cheta al mio posto.
Non sto ancora facendo plausi a SS, non fraintendetemi, ma quando il regista si esime dal lasciarsi andare a piccolezze dalla lacrima facile, io batto furiosamente le mani.
GRAZIE.

E questo rispetto per il lutto compare sempre, perché non è la sofferenza dei parenti delle vittime ad interessare, nè a SS nè a noi. Che ce ne frega, quelli sono affari loro, son cose private. Qua abbiamo una cittadina dal tenero nome che vede le persone morire una dopo l'altra ma che se ne fotte completamente (sentite che francese), perché se qua non lavoriamo moriamo tutti, oh.
Ehm.
Ci sono giusto due stramboidi che pensano ai morti, ma a cui nessuno crede, perché lo squalo è stato catturato, e credere che quello sia l'animale giusto non solo ci fa sentire a posto con la coscienza, ma ci permette anche di riaprire le spiagge, che è quello che a noi importa. Giusto giusto per il 4 luglio, festa dell'americano medio, a cui per l'appunto l'unica cosa che sembra importare è il guadagno.


Poi, chiaro, c'è lo squalo.
Mai nella vita avrei pensato che un film su uno squalo avrebbe potuto farmi paura. Vivo in Italia, gli squali giganteschi ammazzagente li sento come un pericolo troppo lontano da me per temere per la mia sopravvivenza e per quella dei miei cari. Qui, invece, è successa una cosa bizzarra. Ho tremato dalla tensione. È, mi permetto di fare un paragone di quelli rischiosi, il discorso della suspence hitchcockiana: sappiamo che sta per succedere qualcosa, lo sentiamo perché il film in qualche modo ce l'ha detto (e questa musica, ne Lo Squalo, funziona benissimo a dispetto della sua notorietà), ma i personaggi non ne hanno idea, il pericolo si avvicina e noi vorremmo gridarlo all'ignara vittima, ma ovviamente non possiamo, quindi quel qualcosa di brutto succede e noi ne usciamo stremati.
Due ore così.
Ho avuto l'impressione che SS abbia sempre saputo dove fermarsi: mostro il dolore della mamma che perde il figlio, ma non lo faccio ostentare, creo un falso allarme per stemperare un po', ma lo faccio solo una volta, poi sono volatili senza zucchero, vi schiaffo un po' di sangue ma senza piogge rosse.

Tregua, però, non ce n'è stata data fino alla fine: due ore di pianti e stridore di denti.

lunedì 29 giugno 2015

Almanacchorror: Giugno 2015

11:24
E' quasi ridicola la quantità di film straordinari che sono usciti a giugno.
State a vedere:

8 giugno 1984: i patatonissimi mogwai diventano fenomeno di culto. Esce Gremlins. Tutto quello che ho da dire sul film si trova qui, nella recensione che ne avevo scritto.


12 giugno 1968: release di Rosemary's baby. Mica l'avevo amato, alla prima visione. Poi, ecco, ho guardato bene.

16 giugno 1958: vediamo per la prima volta sir Christopher Lee indossare i panni di Dracula. Il film si chiama Dracula il vampiro. Vorrei saper dire qualcosa di adeguato sulla scomparsa del grande gigante gentile, ma sarebbe niente a confronto di quanto lui con il suo immenso lavoro ha dato a noi.

16 giugno 1960: altra release IMMENSA. Psycho viene portato sul grande schermo. What else?

20 giugno 1975: un nemmeno trentenne Spielberg porta sullo schermo un'icona. Esce Lo Squalo. Potrei fingere di saperne a pacchi, ma in realtà non lo rivedo da tanto, troppo tempo. Per questo motivo vi invito a leggere un altro post, scritto da Lucia de Il giorno degli zombi (qui), che è sicuramente più appassionato e sincero di quanto non sarei io. A me basta dire che son passati 40 anni, ma i brividi sentendo le note della colonna sonora li avete ancora tutti.

22 giugno: compie gli anni oggi quella superba e adorabile faccia di tolla che porta il nome di Bruce Campbell. 
 
 
25 giugno 1982: avete un colpevole. Qualcuno a cui attribuire la colpa delle migliaia di parole con cui vi ammorbo da più di due anni a questa parte. Signori miei, La cosa vede la luce. Il film che ancora oggi terrorizza la persona che mi ha trasmesso la passione che mi porta a rendere pubbliche le mie non richieste opinioni. Mio padre, muratore 56enne, è uno di quegli uomini a cui ti rivolgi per qualsiasi cosa. Costruisce tutto, sistema tutto, risolve tutto, mai spaventato in vita sua, mai niente che lo intimorisca, non ha il minimo senso del rischio nè dell'autorità, è anche abbastanza strafottente. Ma Carpenter è riuscito a mettergli paura. Gliene mette tutt'ora. Forse è quasi più questo a fare paura a me che non il film stesso. Un pezzo di storia della mia casa e della mia infanzia. Il fatto, poi, che sia un film straordinario di quelli che solo il Maestro sa fare, passa quasi in secondo piano rispetto al legame affettivo che provo nei suoi confronti.

26 giugno 1997: L'Off Topic del mese è dedicato al grande amore della mia vita. In UK usciva oggi Harry Potter e la pietra filosofale. E mi fermo qui, vi ho già parlato abbastanza di HP qui.

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