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giovedì 15 giugno 2017

Un giro in libreria #2: ET Einaudi e Graphic Novel

18:25
Sono tornata in libreria. Questa volta in Feltrinelli, perché nella mia città ci sono quasi solo librerie di grandi gruppi editoriali. Questo è perché Cremona attende in ansia che io apra il mio piccolo e intimo caffè letterario che venderà anche libri usati e farà la gioia vera di grandi e piccini.



A balzare subito all'occhio è inevitabilmente la promo Einaudi: compra due ET e ti regaliamo il telo mare de L'isola del tesoro (che, ammettiamolo, è proprio un gran bello).
È già stato fatto da blogger ben più rilevanti della sottoscritta, ma se non sapeste come barcamenarvi nel marasma dei tascabili Einaudi, ecco i miei due spicci, esclusi i classici:


  • per gli idealisti politici, attaccati alla sinistra vecchio stile, che tutti gli anni vanno a mangiare pane e salamella alla Festa dell'Unità: gli scritti di Augias e Berliguer sono ET. 
  • girl power: Chimamanda Ngozi Adichie, Margherita Hack, Concita De Gregorio, Michela Murgia, Alice Munro.
  • gialli: qua ci potrebbe essere da sbizzarrirsi, di giallisti ne è pieno l'universo. Un solo nome, però, spunta nell'arido cuore mio. FRED VARGAS.
  • da regalare all'amico hipster: David Foster Wallace. Ma proprio tutto, in pratici formati convenienza. Se Infinite Jest risulta un po' poco pratico da trasportare, allora ci si può buttare sulle Brevi interviste per uomini schifosi.
  • se vi serve un piantino liberatorio: tutto quello su cui potete mettere le mani di Kazuo Ishiguro. Ma non prendete sottogamba nemmeno il fattore lacrima di Philip Roth. 


Infine, le novità graphic (che sono novità almeno per me). Ribadisco quanto detto la volta scorsa: ora che tutti leggono i fumetti le case editrici si adeguano.
Della già citata collana di Mondadori, Oscar Ink, ha colpito la mia curiosità Monstress, fantasy ambientato in un mondo in cui la popolazione è divisa per razze, e che ha per protagonista una donna che sembra avere possessioni demoniache.
Sono inoltre sempre più tentata da Saga, che in ogni libreria in cui vado sta lì, a sfidarmi. Certo, in attesa di essere acquistati ci sono anche Paper Girls e Strangers in paradise, ma non è che ho i miliardi a disposizione. Alla fine il fil rouge di quello che mi attira è il mood anni 80, amici, mostri e fantasy. Niente che sia il mio genere del cuore, in realtà, eppure in forma di fumetto è questo che attira sempre la mia attenzione.
Per suscitare in voi le mie stesse voglie a proposito di questo maledetto calderone mangiadenaro che è l'editoria a fumetti, lascio qui questo video, che se devo soffrire io almeno soffrite con me:


martedì 23 maggio 2017

Un giro in libreria #1

08:05
Domenica sono andata al cinema. Sono partita in anticipo da casa perché la mia insonnia mi ha impedito di fare la pennica pomeridiana, e dopo aver sottoposto il mio martire fidanzato a prove di vestiti e critiche sui negozi che non hanno mai niente, sono entrata in libreria, che sta proprio di fianco al mio multisala di riferimento.
(È una libreria Giunti, se amici di Giunti volete iniziare a finanziare questa serie di post scrivetemi che ci accordiamo per il tariffario)
Insomma, sono lì che vago e mi è venuto in mente che potremmo anche fare due chiacchiere insieme sulle novità, su cosa mi ha intrigato e su cosa no, sul mondo dei librai, eccetera. La nuova rubrica avrà cadenza rigorosamente casuale, come di consuetudine da queste parti.


Partiamo dalle novità che mi hanno colpita nel mio povero cuore sensibile:

✤ Il nuovo Stefano Benni, Prendiluna.
Parliamo di Benni. Perché si parla sempre così poco di Benni? Cos'ha il mondo contro uno dei più adorabili scrittori italiani contemporanei? Secondo me è meraviglioso, e se vi ricordate bene a me la gente che vuole far ridere annoia. Lui però è più intelligente della media, è brillante, mai ripetitivo, spumeggiante. Ho letto la quarta e niente, è finito irrimediabilmente in wishlist, anche se prima voglio leggere quel La bottiglia magica illustrato che ancora mi manca.

Ombre. 
Io di arte pittorica non so niente. Lacuna mia, senz'altro, ho solo col tempo dato la precedenza ad altre arti. Di recente, però, sono incappata in un signore: Edward Hopper, e mi sono innamorata. I suoi quadri mi calmano, mi danno un senso di pace infinito e siccome io ho sempre una tempesta in corso direi che è arte necessaria. Arrivo tra le novità, e spunta un libro che ha del miracoloso: una raccolta di racconti, ognuno ispirato da un quadro di Hopper, scritti da alcuni tra i nomi più importanti della letteratura americana. Due nomi tanto per dire che il libro nella mia mente è già mio: Stephen King (fingete sorpresa) e Lei, Joyce Carol Oates, il più grande Nobel mancato per la letteratura. Tra gli altri, Lee Child e Joe R. Lansdale, due cretini a caso.
Vi chiederete se cotanta perfezione letteraria non sia finita nel mio carrello. No, perché è edito Einaudi, e si vede che gli amici di Einaudi non hanno capito che 18 sberle per un libricino relativamente breve con copertina flessibile sono un attimino tanti.

✤ L'ultimo capitolo del Ciclo di Malaussène, di Pennac.
Quando ho fatto il cambio di libri sull'ebook l'ultima volta, ci ho infilato i primi due volumi del Ciclo. So per certo che Pennac è esattamente nelle mie corde, però per qualche motivo l'ho sempre rimandato. Vedere lì l'ultimo volume, leggere la quarta, mi ha lasciato vagamente intendere che il mio cuore aveva già deciso: finisco quello che sto leggendo ora e poi passo a Pennac, arrivederci e grazie.

Black Monday vol. 1
Parliamo di fumetti. Fino a qualche tempo fa nessuno leggeva fumetti (me compresa) e chi lo faceva era uno sfigato. Oggi le chiamiamo graphic novel perché siamo diventati radical chic e le leggiamo tutti (sempre me compresa). Le case editrici si sono adeguate e pian pianino stanno tutte inserendo la loro bella collana di fumetti. Mondadori poteva forse esimersi? Ma no, quindi crea gli Oscar Ink. Ora, io credo di non aver mai dato soldi alla famiglia B. manco tramite libri, e credo continuerò su questa strada. Però, nella ovviamente ampliata sezione fumetti della Giunti, spunta questo Black Monday che cattura il mio sguardo. Innanzitutto perchè è nero, quindi l'ho preso per riflesso incondizionato. Sembra essere una storia un po' demoniaca e un po' sul potere del denaro, e non nego di esserne intrigata. Mi sa che lo cerco in inglese.

Passiamo poi alle chiacchiere generiche che non sono novità ma che faccio sempre dopo un giro in libreria:

Bompiani continua ad essere la mia casa editrice preferita. Se nessuno al mondo nel mio cuore batterà mai Salani per quanto riguarda la narrativa per ragazzi, devo riconoscere quanto Bompiani sia diventata la mia prediletta negli ultimi anni. Aldilà del catalogo che incontra il mio gusto, e che quindi è un parametro soggettivo (Jonasson, Tondelli, Faber, Vonnegut, tanto per dirne alcuni che mi fanno felice), i libri Bompiani sono gli unici al mondo a farmi rivalutare la mia scelta digitale. Sono oggetti splendidi, di qualità altissima, con delle copertine che ogni volta sono un incanto. Si, gli Adelphi sono eleganti come nessuno e gli Einaudi sono il paradiso del miminal lover, ma i Bompiani sono dei gioielli di carta. Ero in estasi.

Non so che piega prenderà questa rubrica, ma finchè ci sono dei libri ci sarà sempre qualcosa di cui parlare.



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