giovedì 24 gennaio 2019

Stagione degli Oscar 2018: Black Panther

Da secoli non faccio recensioni di film singoli. Però ho pensato che almeno per gli Oscar potevamo fare due chiacchiere insieme sui nominati, in particolare quest anno che le nominations sono state così controverse.
Ora, ribadiamo l'ovvio: sono forse gli Oscar la principale conferma della qualità di un prodotto?
No, certo che no.
Ma sono divertenti ed è come giocare al fantacalcio.
Iniziamo quindi con Black Panther, candidato a 7 premi: miglior film, miglior canzone, miglior scenografia, costumi, colonna sonora originale, sound editing e sound mixing.

Recensione in breve per chi non avrà voglia del post lungo e polemico: nello stesso giorno ho guardato anche Gli Incredibili 2 e mi è piaciuto dieci volte tanto.


Trama molto in breve: nell'utopica nazione del Wakanda il re è morto. Sarà il figlio T'Challa a prendere il suo posto, e dovrà dimostrare di esserne all'altezza, anche se questo dovesse signiicare andare contro quello che suo padre aveva fatto prima di lui.

Premesse paraculine: non so niente niente niente del fumetto, e per una volta ho colto leggermente impreparato anche Erre, che di solito mi spiega le cose quando parliamo di cinecomics. La seconda è che spero di non essere offensiva, perché se il film ha citato o omaggiato elementi tradizionali di una o più culture africane io non lo so e non l'ho colto, e spero di non essere maldestra nel criticarlo.
Criticarlo, sì, perché dopo averlo visto vorrei prendere gli Oscar di quest anno e buttarli nell'indifferenziato, anche se siamo solo alle nominations.

Abbiamo visto finalmente le persone nere rappresentate. Abbiamo visto il continente che il cinema più snobba finalmente ritratto e protagonista, se pur con una nazione fittizia, abbiamo finalmente guardato qualcosa di diverso. Non poteva, perdio, essere anche qualcosa di bello?
Non sarà premiando questa roba ai premi più famosi che combatteremo il whitewashing. Non che lo creda possibile di portarsi a casa qualcosa, ma è frustrante vedere succedere ancora cose così.

Protagonista indiscusso del film è il Wakanda. Nazione utopica ipertecnologica e magnifica, ritratta splendidamente. In effetti, è quasi la sola cosa che mi sia piaciuta, insieme alla bellezza quasi dolorosa di Lupita Nyong'o e dei due protagonisti maschili. Mi è piaciuto anche che i poteri della Pantera siano removibili e reinstallabili come un'app del cellulare.
Apprezzabilissima la motivazione dell'antagonista, anzi un ottimo pretesto per parlare di temi fondamentali senza pesare come mattonate in faccia.
E poi c'è Martin Freeman, e lui è sempre la mia cosa preferita in ogni prodotto in cui metta la faccia.

Ma il film si apre con lo spiegone. E a me lo spiegone iniziale già predispone male. Mi sa di pigrizia di sceneggiatura. E sì, vale anche per La compagnia dell'anello. 
E lo spiegone è in italiano. Ora, i film a me piace sempre vederli in sala, quando posso. E da me le offerte in lingua originale sono limitatissime, quasi assenti, quindi vedere un film al cinema significa vederlo in italiano. E porco cane Black Panther in italiano è un insulto al caro vecchio doppiaggio italiano che i cinefili veri ci tengono sempre a definire uno dei migliori al mondo. Ha reso la situazione talmente imbarazzante che sono certa se lo rivedessi in inglese forse cambierei idea. Ed è la seconda volta che mi succede una cosa del genere e mi dispiace profondamente. Non rinuncerei mai all'esperienza in sala, ma io sono scoppiata a ridere più volte, e non nel modo in cui forse il film sperava di farmelo fare in scene indigeribili come quella delle ciabatte.
Cosa è andato storto?
Perché qua non è una questione economica. Qua qualcuno ci ha speso una montagna di soldi, e il risultato è un'aberrazione. Nessuno da salvare. Angela Bassett ridotta ad una attrice di soap latine. Che peccato, davvero.

Quando arriva il momento in cui la gente poi inizia a menarsi io e Erre diamo il meglio, di solito. Qui zero. L'inseguimento a Busan sembra uscito dritto dritto da Fast and Furious Tokyo Drift, e a saperlo prima mi sarei guardata quello che almeno mi diverte sempre tanto. Per tutto il resto del film piattume totale fino alla battaglia finale, in cui per smuovere la noia si è dovuto ricorrere ai rinoceronti che fanno sempre una bella impressione.

Ma la candidatura che non posso accettare, quella che davvero pesa sul mio cuore come un macigno, è quella per i costumi, dove porco di un cane porchissimo avrebbe dovuto esserci Suspiria e invece ci sta sto coso con la roba che pare uscita da Desigual. E parla una che ama l'estetica etnica, ma qua di etnico ci sono solo gli insulti che ho creato con la mia testa quando ho visto le nominations.

Per favore, un supereroe nero è importante. Ci sono migliaia di bambini nel mondo che vorrebbero qualcuno a cui guardare per immedesimarsi che sia del loro stesso colore, conta davvero tanto.
Fategli vedere Gli incredibili, chè lì almeno ci sta Siberius.

4 commenti:

  1. E io che ho trovato incredibilmente inutile e fuori tempo massimo anche Gli incredibili 2, per quanto ben fatto, e al politicamente corretto dell'Academy sono allergico? Temo il recupero, sì, ma tu mi hai fatto ridere tanto. 😁

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    1. A me ha fatto riderissimo Gli inredibili😂
      Poi magari ti conquista come ha fatto in effetti con un sacco di gente, io purtroppo allergica come te! E grazie😊

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  2. Eh sì, decisamente un film sopravvalutato Black Panther, che non mi è piaciuto particolarmente e che spero non riesca a vincerne nemmeno uno, anche se purtroppo costumi e colonna sonora originale potrebbero riuscirci..

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    1. Io i costumi li voglio a Buster Scruggs ❣️

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