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venerdì 26 aprile 2019

Avengers Endgame: un post PIENO di spoiler

13:55
Io vi ho avvisato nel titolo.
Proseguite a vostro rischio e pericolo perché dirò tutto quanto e se proseguite nonostante tutto gli spoiler ve li meritate.


Fatta la simpatica premessa (doverosa, perché la gente è matta), ne devo fare una seconda, la solita: non conosco i fumetti, quello che so lo devo a Erre, il moroso, che mi spiega tutto quanto. Non posso e non voglio fare confronti.

Ok, possiamo cominciare.
I bastian contrari a me fanno un'antipatia che non la contengo. Nel senso che proprio mi si vede sulla faccia. Per cui quando qualcosa è amatissima e a me per varie ragioni non piace quasi me ne vergogno. Quindi, via il dente via il dolore: Endgame ha avuto finora recensioni molto entusiaste (entusiastiche? chissà), ma fino agli ultimi 40 minuti a me non è piaciuto. Alcune cose mi hanno proprio fatto arrabbiare. Ed è stata una discreta palla per tutta la prima ora e mezza. Perché sì, dura tre ore e finora non ho trovato un motivo ragionevole per questa lunghezza.
Ok, ci siamo levati le cose sgradevoli. Ora argomentiamole.

Siamo arrivati a questo punto dopo il finale di Infinity War che aveva tanto colpito tutti quanti. A me un pochino meno, perché sì, ci hai dato il finale negativo che non abbiamo mai avuto ma i protagonisti sono tutti salvi e allora per me sei stato un pochino paraculetto. Ma ci poteva stare.
Dopo il finale tremendo uno spiraglio di luce: Nick Fury ha chiamato Captain Marvel e adesso non ci sono più cazzi per nessuno.
Arriva quindi il film, su di lei, e si conferma che una volta che quando lei arriverà in soccorso agli Avengers di sicuro andrà tutto bene, perché il film ci mostra un'eroina forte come non se ne erano mai viste prima (tranne il Dottor Manhattan. Lui è fortiiiissimo. Ma non è qui quindi a posto). Ci sentiamo al sicuro. Carol Danvers è venuta a salvarci.
E invece no, ma proprio manco per niente.
Carol Danvers, l'eroina più forte del mondo, di una potenza che spaventa i passeri, compare il tempo necessario di riportarci Iron Man sano e salvo sulla Terra, poi fa ciao con la manina perché lei ha di meglio da fare, e se ne va. Ricompare alla fine durante la battaglia di cui parliamo dopo per cinque minuti per poi fallire miseramente e tornare nel nulla da cui è venuta. Non solo fallisce, ma fallisce dopo avere fatto la sbruffona arrogante su quanto gli Avengers abbiamo perso perché erano senza di lei. Spoiler: vincono senza di lei.
Perché?
Siamo partiti con i quattro Avengers principali, lo sapevamo che era con loro che sarebbe finita. E va bene così, pur con tutte le aggiunte era bello chiudere il cerchio con loro. Ma perché questa triste, tristissima, parentesi Capitan Marvel? Sono certa che un modo per riportare Tony Stark sulla Terra lo avremmo trovato comunque.
Avevamo tra le mani il personaggio Vedova Nera. Natasha Romanoff è un personaggio chiave di Endgame come non lo era stata per nessun film precedente e non solo per il suo sacrificio: è quella la cui sofferenza ci è mostrata più a fondo di tutti, quella che rimane ancorata alla sede degli Avengers a coordinare il lavoro di tutti. Eppure, di lei non sappiamo niente. Oltretutto i miei fumettari di fiducia dicono che la sua storia sia una delle più interessanti. Che peccato vederla sprecata così.
Ormai l'MCU non è più un fenomeno della comunità geek. Non si può dare niente per scontato, perché è talmente vasto che deve raggiungere tutti, e ignorando così parte della storia non lo fa.

Ci sono altri personaggi inseriti in Endgame. Se da un lato l'inserimento di Ant Man mi va benissimo per modi e tempi, il ritorno di quello che io pensavo essere Occhio di Falco e che invece adesso è Clint Barton proprio non mi è piaciuto. L'hanno fatto sparire per anni, per poi tornare rivoluzionato con la storia commovente sperando di farci emozionare. Con me non ha funzionato. E pensare che quando Cap ha rivisto la sua Peggy è bastato uno sguardo per sciogliermi. Con Ronin zero emotività.

Giuro che poi passiamo ai lati positivi, che ci sono e sono tanti, ma prima finiamo con i negativi: troppa comicità. Io un altro Thor 3 non lo volevo.
O meglio: volevo solo Thor. Il dio del tuono appesantito e stupido mi stava benissimo. Chris Hemsworth funziona sempre, mi diverte molto.
Poi però ci sono anche Ant Man, Rocket Racoon, le chiappe di Capitan America, War Machine che dà dell'idiota a Star Lord, Iron Man con il suo sarcasmo. Per me troppo, troppissimo. Sono qui a vedere un film in cui dovrebbe esserci disperazione sopra ad ogni cosa, non volevo vedere questo. Forse questa critica è legata al mio gusto personale e basta, ma siccome è il mio blog questo vi tocca.
Ma soprattutto, la cosa peggiore di tutte, è Hulk. No, questo proprio no. Mi pare quasi un torto personale. L'aspetto migliore di Hulk (ricordate, detto sempre da una che ha visto solo qualche film) era lo stesso del mio grande amore Remus Lupin: il tormento per la sua condizione. Era così bello, nel primo Avengers, il suo personaggio, che mi stringeva il cuore. Sto scemo che dabba e si fa i selfie con i bambini a me non sta bene. Uno dei geni della sua generazione, un grande scienziato, ora un buffone.
Perché?
Perché farmi soffrire così?
Erre è imbufalito, perché Planet Hulk è uno dei suoi volumi preferiti, e lui è da Thor Ragnarok che si è legato al dito sto cambiamento inspiegabile. Ce l'avevamo già il comic relief, non lo volevamo anche da lui. Questa è la guardianidellagalassite, eh. Io volevo il drammone e la battagliona, mi sono trovata dei pagliacci.

Certo è che questi pagliacci umani così non li avevamo mai visti. Il dolore è palpabile ed è un po' nostro. Tony che scende dalla nave e dice al Cap 'Ho perso il ragazzo' è uno dei momenti più dolorosi di tutto il film ed è proprio all'inizio. Vedere lo sbruffone così ferito è un bel colpo.
Ci sono parti degli altri film e se per qualcuno questo sarà fan service a me è piaciuto, perché da qualche parte siamo pur arrivati, e se questo film, oggi, sta facendo i miliardi in giro per il mondo è perché siamo partiti da lì. Il primo Avengers per me è ancora superiore a questi nuovi.
Di certo, è magnifico rivedere tutti.
Combattere insieme al momento della battaglia più grande di sempre è commovente e un degno saluto a queste prime fasi MCU. Si è dato un tempo giusto ad ognuno, agli sguardi di chi si rivedeva dopo tanto tempo, ai saluti, alla gioia di sapersi ancora vivi, pur non togliendo nulla alla battaglia. Non avevamo alcun dubbio che sarebbero tornati, ma è stato molto bello vederlo. E sì, la sala mi ha dimostrato quello che sospettavo: potevano restare morti tutti, ma l'importante era che tornasse SpiderMan. Si è proprio sentito il sospiro di sollievo. L'arrivo dei wakandiani e del loro esercito è stato notevole, il momento in cui gli stregoni (sarà la parola giusta? Erre non arrabbiarti) di Dr Strange hanno protetto tutti dal fuoco che arrivava dal cielo è stato commovente, Benedict Cumberbatch sempre bello come un tramonto sulla spiaggia con i delfini e le nuvolette rosa, e soprattutto il momento in cui si sono viste insieme tutte le donne mi ha stretto il cuore di orgoglio. Che fighe incredibili.
Quindi sì, la battaglia che sta alla fine per me ha reso valido tutto il resto, perché è stata bellissima.
Sacrificio di Tony Stark compreso. Tutti quanti avevano indovinato che sarebbe stato lui a sacrificarsi e secondo me è stata una bella scelta. Per quel poco che ho visto, è stato l'unico personaggio con una bella storia, che nel corso del tempo è diventato sempre una versione migliore di sé, e quindi mi stava benissimo che il sacrificio fosse il suo, ma uccidere quello con la bambina piccola signori è violenza. Una crudeltà. Pepper, passi. Ma la bambina? Perché sottoporci allo strazio di vedere una piccina perdere il papà? Cattivissimo.

In qualche modo il bene ha vinto di nuovo, e l'ha fatto in grande stile, salutandoci con un grande affetto che è passato e arrivato tutto, e che alla fine, nonostante le perplessità, è arrivato fino al mio cuore arido. E forse alla fine quello che conta è questo.
Che piaccia o meno questa è la mitologia moderna, e la portata di persone accorse a vederla finire, almeno in parte, lo dimostra. Ieri al cinema i bambini erano silenziosissimi e commossi, e io il cinema che fa questo effetto lo difenderò per sempre.

giovedì 24 gennaio 2019

Stagione degli Oscar 2018: Black Panther

18:06
Da secoli non faccio recensioni di film singoli. Però ho pensato che almeno per gli Oscar potevamo fare due chiacchiere insieme sui nominati, in particolare quest anno che le nominations sono state così controverse.
Ora, ribadiamo l'ovvio: sono forse gli Oscar la principale conferma della qualità di un prodotto?
No, certo che no.
Ma sono divertenti ed è come giocare al fantacalcio.
Iniziamo quindi con Black Panther, candidato a 7 premi: miglior film, miglior canzone, miglior scenografia, costumi, colonna sonora originale, sound editing e sound mixing.

Recensione in breve per chi non avrà voglia del post lungo e polemico: nello stesso giorno ho guardato anche Gli Incredibili 2 e mi è piaciuto dieci volte tanto.


Trama molto in breve: nell'utopica nazione del Wakanda il re è morto. Sarà il figlio T'Challa a prendere il suo posto, e dovrà dimostrare di esserne all'altezza, anche se questo dovesse signiicare andare contro quello che suo padre aveva fatto prima di lui.

Premesse paraculine: non so niente niente niente del fumetto, e per una volta ho colto leggermente impreparato anche Erre, che di solito mi spiega le cose quando parliamo di cinecomics. La seconda è che spero di non essere offensiva, perché se il film ha citato o omaggiato elementi tradizionali di una o più culture africane io non lo so e non l'ho colto, e spero di non essere maldestra nel criticarlo.
Criticarlo, sì, perché dopo averlo visto vorrei prendere gli Oscar di quest anno e buttarli nell'indifferenziato, anche se siamo solo alle nominations.

Abbiamo visto finalmente le persone nere rappresentate. Abbiamo visto il continente che il cinema più snobba finalmente ritratto e protagonista, se pur con una nazione fittizia, abbiamo finalmente guardato qualcosa di diverso. Non poteva, perdio, essere anche qualcosa di bello?
Non sarà premiando questa roba ai premi più famosi che combatteremo il whitewashing. Non che lo creda possibile di portarsi a casa qualcosa, ma è frustrante vedere succedere ancora cose così.

Protagonista indiscusso del film è il Wakanda. Nazione utopica ipertecnologica e magnifica, ritratta splendidamente. In effetti, è quasi la sola cosa che mi sia piaciuta, insieme alla bellezza quasi dolorosa di Lupita Nyong'o e dei due protagonisti maschili. Mi è piaciuto anche che i poteri della Pantera siano removibili e reinstallabili come un'app del cellulare.
Apprezzabilissima la motivazione dell'antagonista, anzi un ottimo pretesto per parlare di temi fondamentali senza pesare come mattonate in faccia.
E poi c'è Martin Freeman, e lui è sempre la mia cosa preferita in ogni prodotto in cui metta la faccia.

Ma il film si apre con lo spiegone. E a me lo spiegone iniziale già predispone male. Mi sa di pigrizia di sceneggiatura. E sì, vale anche per La compagnia dell'anello. 
E lo spiegone è in italiano. Ora, i film a me piace sempre vederli in sala, quando posso. E da me le offerte in lingua originale sono limitatissime, quasi assenti, quindi vedere un film al cinema significa vederlo in italiano. E porco cane Black Panther in italiano è un insulto al caro vecchio doppiaggio italiano che i cinefili veri ci tengono sempre a definire uno dei migliori al mondo. Ha reso la situazione talmente imbarazzante che sono certa se lo rivedessi in inglese forse cambierei idea. Ed è la seconda volta che mi succede una cosa del genere e mi dispiace profondamente. Non rinuncerei mai all'esperienza in sala, ma io sono scoppiata a ridere più volte, e non nel modo in cui forse il film sperava di farmelo fare in scene indigeribili come quella delle ciabatte.
Cosa è andato storto?
Perché qua non è una questione economica. Qua qualcuno ci ha speso una montagna di soldi, e il risultato è un'aberrazione. Nessuno da salvare. Angela Bassett ridotta ad una attrice di soap latine. Che peccato, davvero.

Quando arriva il momento in cui la gente poi inizia a menarsi io e Erre diamo il meglio, di solito. Qui zero. L'inseguimento a Busan sembra uscito dritto dritto da Fast and Furious Tokyo Drift, e a saperlo prima mi sarei guardata quello che almeno mi diverte sempre tanto. Per tutto il resto del film piattume totale fino alla battaglia finale, in cui per smuovere la noia si è dovuto ricorrere ai rinoceronti che fanno sempre una bella impressione.

Ma la candidatura che non posso accettare, quella che davvero pesa sul mio cuore come un macigno, è quella per i costumi, dove porco di un cane porchissimo avrebbe dovuto esserci Suspiria e invece ci sta sto coso con la roba che pare uscita da Desigual. E parla una che ama l'estetica etnica, ma qua di etnico ci sono solo gli insulti che ho creato con la mia testa quando ho visto le nominations.

Per favore, un supereroe nero è importante. Ci sono migliaia di bambini nel mondo che vorrebbero qualcuno a cui guardare per immedesimarsi che sia del loro stesso colore, conta davvero tanto.
Fategli vedere Gli incredibili, chè lì almeno ci sta Siberius.

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