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martedì 18 giugno 2013

Gremlins, Joe Dante

15:34
Titolo originale: Gremlins
Anno: 1984
Durata: 106 minuti
Trailer:



Denominazione del medicinale
Gremlins

Categoria farmacoterapeutica
Antidepressivo, calmante, antiafa.

Indicazioni terapeutiche
In pediatria l'uso è consigliato in compagnia di un genitore, negli adulti se ne consiglia una visione almeno una volta l'anno.

Controindicazioni
Nei casi più frequenti si riscontrano vocine affabili e talvolta imbarazzanti nei confronti della prima apparizione del mogwai Gizmo, ma si può arrivare leggermente alla commozione verso il finale, si raccomanda cautela.

Avvertenze speciali
Gremlins è la storia del giovane Billy, al quale il padre regala, per Natale, un esemplare di mogwai, dandogli tre indicazioni: non bagnarlo, non esporlo alla luce e non nutrirlo dopo mezzanotte. Si raccomanda pertanto di seguire il resto della vicenda per scoprire cosa accade quando non si rispettano le regole.

Gravidanza e allattamento
Se la visione di Gremlins non comporta problemi durante il periodo dell'allattamento, si raccomanda una particolare attenzione in gravidanza, perchè alcuni momenti che in una situazione normale vi farebbero solo storcere il naso, con le nausee non si sa mai.

Sovradosaggio
Non sono contemplati effetti collaterali dovuti ad un sovradosaggio, al limite ripeterete le battute a memoria, il che a lungo termine si rivela un esercizio importante.

Scadenza
Gremlins è un film immortale. Non è segnalata data di scadenza, conservatelo pure per anni per mostrarlo ai vostri figli.

è un medicinale, ma usufruitene con libertà, ogni volta che vi sentite tristi, per tirarvi su, o anche quando siete già allegri, per esserlo ancora di più. Ma leggete sempre il foglietto illustrativo che così fate contenta la casa produttrice.

venerdì 12 aprile 2013

Amare il cinema horror: how to

10:39

DEVO, anche stavolta, fare una premessa.

L'idea per questo post mi è venuta in doccia. Quando sono uscita l'ho scritto, ma una volta finito mi ha dato l'impressione di essere un po' snob, tipo 'Io cc'ho la cultura.'
Ecco, volevo chiarire che la cultura io non ccell'ho. Ho ancora milioni di film da vedere e libri da leggere, e idee da farmi e cose da imparare. Ma l'idea mi piaceva, e soprattutto spero che il post lo leggano la mia amica Sme ed Erre, che così seguono il programma e poi mi accompagnano a vedere Evil Dead al cinema il mese prossimo:)

Ho sviluppato una teoria.

Io, Mari, inquilina di questa camera rossa, ho elaborato la mia prima, personale, presuntuosissima, teoria su come una persona può avvicinarsi al mondo del cinema horror.
Un giorno pubblicherò grandi saggi ed encicliche, su questa teoria.
E soprattutto, tutte le aggiunte/modifiche che vorrete fare sono ben accette, poi sull'enciclica mettiamo tutti i nomi e dividiamo i proventi.

Insomma, questo post è dedicato a tutte le persone che vorrebbero tanto guardarsi 'Sinister', ma poi arrivano al cinema e vanno a vedere tutt'altro perchè gli piglia la strizza.

Alcune persone hanno avuto la fortuna (?) di avere genitori appassionati al genere, e quindi di sentire certi titoli fin dall'infanzia. Il grande amore di mio padre, per esempio, era La mosca. Capite bene che ce l'ho nel DNA, la passione.

Tra tutti i generi cinematografici di cui il mondo ci ha fatto regalo (la poesia, la poesia), però, forse l'horror è il più complesso da capire.
Mi spiego meglio: una buona commedia si apprezza sempre. Così come un buon film drammatico, un bel musical o un appassionante poliziesco.
Tante volte, però, si guarda un film horror che ha la stoffa del capolavoro ma, molto semplicemente, non lo si capisce.
Non per stupidità o che, ci mancherebbe altro, non mi permetterei mai. È solo approccio sbagliato. Prendete The Innkeepers, o Session 9, o Bed time. Gli esempi sarebbero infiniti. Sono film che si prestano facilmente ad essere scambiati per lenti e noiosi, eppure son dei gioielli.

Ecco allora la mia proposta.

La prima cosa da fare, secondo me, è abituarsi ai due elementi fondamentali del genere: gli spaventi e il sangue. Detto così sembra scontatissimo, ma sono due begli impedimenti, eh.
Anche se è chiaro che non ci si adatterà mai del tutto.

Io mi spavento che è una meraviglia. E certe scene particolarmente crude ancora non le reggo. Io dico solo scena delle pinzone in testa in Martyrs. Mammamammamamma le gocce fredde lungo la schiena.

Quindi, iniziate il vostro percorso con una bella maratona di Paranormal Activity.

'Ma a te non faceva schifo?'

Certo che fa schifo, è oggettivamente uno dei peggiori prodotti degli ultimi anni.
(Ultimi secoli? Della storia? Ok, ve lo concedo)
Ma bisogna riconoscere che con una persona che non ha mai guardato niente di spaventoso in vita sua questi film funzionano. Tutto ciò che hanno da offrire è una gran bella saltata sulle sedie, con conseguente tonificazione dei glutei. E probabile notte insonne, se siete proprio vergini di horror.

Detto ciò, vi garantisco che una volta visto il primo, vedere gli altri sarà una passeggiata.
Però guardateli tutti, davvero, in modo da avere messo definitivamente alla prova la vostra capacità di strillare e di coprirvi gli occhi con le mani.

Alternativa: la serie dei Piccoli brividi.

Chi è che ride? Sono seria.

Affrontata la questione 'spavento', arriva la questione 'sangue'.
Che è decisamente più complessa.
Se uno qualsiasi di voi ha problemi anche con le analisi del sangue, va beh, la cosa non fa decisamente per voi. Però credo che nessuno si veda volentieri squartamenti, frattaglie e altre finezze. Bisogna un po' farci l'occhio, ecco.

Per questo, io inizierei con i film slasher.
Per intenderci, i film in cui un omino, tendenzialmente dalle caratteristiche fisiche assai prestanti, ammazza un gruppo di persone.

Quindi, popcorn alla mano e Michael Myers nel lettore dvd. (Myers è sostituibile con Freddy Krueger, Leatherface, Creepers, Jason, e infiliamoci anche Chuck)
Perchè proprio loro, vi chiederete? Se non ve lo chiedete, ve lo dico comunque. Si parla di uccisioni, quindi volente o nolente sangue ce n'è. Ma non siamo ancora al livello delle torture che troverete più avanti. E, oltretutto, sono quasi tutti film datati, quindi tenete presente che la tecnologia degli anni 80 non permetteva troppo. Il giusto per iniziare.
In compenso, le grandi saghe che ho nominato prima sanno essere davvero divertenti.

A questo punto, quelli di voi che si sentiranno pronti potranno cimentarsi con saghe un po' più recenti: Saw ed Hostel.
Anche in questo caso, la qualità lascia molto a desiderare, ma si sale di livello per quanto riguarda la violenza e la quantità di torture.

(ma se guardate Hostel, premuratevi che non ci siano i vostri genitori in giro, la cosa potrebbe farsi imbarazzante)

In generale, a questo punto, siete pronti per tutti gli horror commerciali. Quelli che trovate al cinema, nei siti di streaming, al noleggio. Non sono sempre male, non sono quasi mai capolavori. Esempi? I recentissimi La madre o Sinister, i vari remake o i film di Shyamalan, The descent, Il mai nato, The ring. Non solo sarete pronti a guardarli, ma comincerete chiaramente a notare la differenza tra la cacca e la qualità.

(Ma vi anticipo che Shyamalan è la cacca.)

Adesso arriva la parte figa. La parte che vi farà pensare che aver visto tutti i film citati sopra sia valsa la pena, per comprendere la meraviglia che i film dell'ultima tappa sono.
Perchè il succo della mia teoria è che per apprezzare il bello bisogna imparare a conoscere il brutto.

È banale dite?

E allora com'è che nelle sale italiane ancora c'è quasi solo la cacca?

Tornando alla meraviglia, adesso potete sbizzarrirvi.
Ma io vi farei partire dal passato. Carpenter, Cronenberg (solo il Cronenberg del passato, mi raccomando, che oggi non ci siamo), Fulci, Romero, Raimi, i GRANDI.

Volete fare un esperimento? Guardate La cosa ad inizio 'programma' e poi alla fine. Vi sembrerà di aver visto due film diversi.

Guardateli, amateli.
Ve lo prometto io, che li amerete.

Fatto ciò, tornate al presente, perchè non tutto è perduto.
West, Zampaglione, Muschietti (Lo so che la maggior parte di voi Mama non l'ha amato, ma lui sicuramente ci sa fare.)

Direte: 'Lamiseria, mi ci vuole un anno!'
Eh va beh, le cose belle bisogna conquistarsele.



giovedì 3 gennaio 2013

Carrie, lo sguardo di Satana, Brian DePalma

10:49

Titolo originale: Carrie

Anno: 1976

Durata: 106 min.

Trailer:



Quando si dice sguardo che uccide.
 
Il primo post dell'anno nuovo non poteva che essere un film supercult, un immancabile.

Carrie è una liceale piena di problemi. Primo tra tutti la madre, una fanatica religiosa. Come se non fosse sufficiente, è vittima del bullismo dei compagni di scuola. In mezzo a questa vita felice ci sta anche il fatto che è dotata di poteri telecinetici.

Come mi ha inquietata questo film, pochi altri. Quasi nessuno.

E come mi è piaciuta Sissi Spacek nella parte di Carrie, poche altre attrici.
 
 

Il film inizia col mostrare le scene di violenza della madre e di bullismo da parte dei compagni. Carrie affronta questa situazioni da vittima, a testa china, senza reagire, coperta dai capelli e dalle lentiggini. Ed è bravissima la Spacek, sul serio, per tutta la prima parte del film è stremita (trad. dal dialetto cremonese: spaventata, intimorita), talmente succube dei suoi problemi che vorresti scuoterla per dirle di reagire. Fino a quando lei reagisce e tu vorresti dirle: 'Ecco, magari non così tanto.'

Il film è quindi diviso in due parti, 'Carrie succube' e 'Carrie era meglio non prenderla in giro'.

In entrambi i momenti l'attrice è stata talmente intensa e credibile che solo i suoi occhi spalancati mi hanno fatto paura. Questo è un altro punto di forza della pellicola. Non ci sono azzardi e cose palesemente assurde, niente formule magiche, niente strane gesticolazioni. Lei spalanca gli occhi, li tiene sgranatissimi, e succede il finimondo.

Ma una cosa volutamente esageratissima c'era ed era Margareth White, meglio nota come la mamma pazza. Interpretata magistralmente da una grandiosa Piper Laurie, la signora White è una fanatica religiosa, ma di quelle che fanno più paura loro che non quel vecchio burlone di Satana che ci sta dietro. Talmente fanatica che picchia la figlia che poraccia le sono appena venute le sue cose e sta malissimo e sta scema pensa che adesso sia peccatrice. Il vero peccato qui è il mal di pancia. Talmente fanatica che rinchiude la figlia in uno sgabuzzino a pregare e si tira i capelli dalla disperazione quando questa si prepara al ballo della scuola. Talmente fanatica che vede come rosso un vestito rosa chiaro.
 
 

Oltre a due attrici che da sole porterebbero il film ad un livello superiore, ci sono anche un'attenzione ai dettagli che lo rende perfetto (l''Ultima cena' dietro al tavolo dell'ultima cena, una meraviglia), dialoghi mai esagerati, ma con certe uscite della madre che fanno scompisciare e che sottolineano l'aspetto parodistico del personaggio ('I brufoli sono il modo del Signore per mantenerti casta'), la faccia di tolla del giovane Travolta che non si smentisce mai, i capelli di Tommy Ross che gli manca solo il ciuffo rosso per essere Mirko di Kiss me Licia, quel Gesù (e va bene, è San Sebastiano. Ma fa paura comunque) nello sgabuzzino che fa una paura maledetta, le inquadrature rosse..

Poi, menzione speciale alla musica perchè non poteva essere più azzeccata. Se già il film di suo in quanto a inquietudine ne mette a pacchi, la musica dà un contributo pazzesco.

Altra menzione speciale, e qui devo fare un pochino di spoiler, perchè se no non posso dire nulla.

Il momento dell'incoronazione di Carrie e Tommy come re e reginetta del ballo è stato magnifico. Ha un'impronta favolesca fortissima e volutissima. Sembra per un momento di essere in una di quelle commedie americane in cui la protagonista all'inizio è bruttina e poi le togli gli occhiali e BAM! È la più bella della scuola.
 

Si ha l'impressione che quel momento sia l'apice. Come sulle montagne russe, fai tutta la salita, arrivi al punto più alto e poi inizia una vorticosa discesa. Carrie è così. Arrivi a quel punto, ma non sei felice, perchè sai cosa ti aspetta dopo, sai che inizia la discesa, e che farà paura.

Ma nonostante si sia preparati al peggio, il film ha una sorta di potere magico. Arrivi a quel punto, dove senti quasi la bellezza del momento, di Carrie sul palco a ringraziare tutti quanti, del sogno che si realizza, nonostante fosse talmente lontano dalla realtà da non essere nemmeno formulato, e senti la speranza forte che il secchio non cada. Lo sai cosa succederà, ma non riesci a non fremere sulla sedia. E questo è Cinema. Conosci perfettamente la fine, ma ogni volta sei talmente dentro la storia che non puoi guardarla in modo distaccato.
 
Quando poi arriva la vendetta, il Momento del film, tutta la pacatezza che caratterizza la prima parte del film brucia insieme alla palestra. Pochi istanti, poche scene, e tutta l'angoscia e l'orrore vengono a galla, in un crescendo che culmina nella poesia della scena finale, con Sam che torna a portare i fiori sulla casa accompagnata da un classico dello spavento facile che a me ha fatto tenere gli occhi sgranati due ore di fila, collirio time.

E comunque, una statuetta di San Sebastiano, o chiunque sia quello, in casa mia non ci entrerà mai.

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