Visualizzazione post con etichetta Oren Peli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Oren Peli. Mostra tutti i post

domenica 29 dicembre 2013

I film più chiacchierati dell'anno che non ho recensito proprio perchè erano troppo chiacchierati

14:25
Il 2013 sta andando, amici, time to say goodbye.
Siccome, come avrete notato, su MRR non ci sono quasi mai classifiche di fine anno o similia, ho deciso di chiudere il mio anno raccontandovi la mia opinione sui film che hanno generato più rumore sulla blogosfera.
Non ci saranno tuttituttitutti i film dell'anno, e nemmeno tutti quelli più chiacchierati, semplicemente perchè il mio 2013 è stato all'insegna del 'recupero i grandi classici che finora non ho guardato'. Ho quindi snobbato senza ritegno le uscite in sala, perchè, onestamente, quest anno sono stati davvero pochi i film che mi hanno fatto venir voglia di spendere soldini al cinema.
Annata vintage quindi, per me, che si è rivelata formativa, interessante, curiosa, diversa.
Con questa piccola carrellata vi auguro un 2014 felice, stimolante e divertente e con tanti bei film da vedere. (Il nuovo film di Ti West, il nuovo film di Ti West, il nuovo film di Ti West!!)

The Bay.



Colpire gli Stati Uniti nel loro giorno speciale con un'epidemia a base di bestiacce che ti divorano da dentro e Oren Peli. La cosa più incredibile di tutto ciò è che nonostante queste premesse il film funziona, funziona davvero. Nel senso che dopo averlo visto per almeno un paio di settimane ogni singolo scarafaggio diventa un mostro inaffrontabile, come mia mamma quando la sveglio di notte per uccidere il suddetto scarafaggio. Finalmente qualcuno ridà gloria ai mockumentary, diventati così mainstream, ma pur sempre uno dei miei primi amori.

Django Unchained.  (divagazione dovuta, perchè amici, è Quentin)



POSSIAMO PER PIACERE DARE UN OSCAR A DI CAPRIO? Non il Tarantino della vita, ma una sparatoria così figa l'ho vista poche volte. E al 'Ciao piccola peste' sono svenuta con lei. Tenerone di un Quentin che non sei altro!

The ABCs of death.



26 corti di 4 minuti l'uno per mostrare 26 modi per morire. Il progetto sulla carta è davvero interessante, peccato che in pratica con quel poco tempo a disposizione i registi sono costretti a puntare sull'effetto shock o sul disgusto, in quella che sembra essere una gara a chi sfrutta meglio il tempo. Il mio amore grande Ti non delude e shocka davvero, il maledetto. I giapponesi hanno qualche problema grosso nella testa e io una visitina gliela consiglierei. Ah, non ho capito benissimo C for Cycle, se qualcuno me lo vuole spiegare, prego! 
(Si ringrazia very much col corazon Erica del Bollalmanacco che mi ha indirizzato verso i torrenti a cui attingere!)

The Conjuring – L'evocazione.



La più sfigata delle abitazioni d'America diventa la nuova dimora dei Perron che poracci dovranno combattere insieme ai Warren (Sì, quelli di Amytiville, sempre loro) per scacciare fantasmi/demoni/entità/streghe. Un mucchio di gente. Bambola immancabile (dimmi, One, la mamma ti ha nascosto i giocattoli quando eri piccolo? Perché stai così in fissa?) ma soprattutto: NON MI HAI DETTO COSA HA VISTO LORRAINE NEGLI OCCHI DEL POSSEDUTO.
Però sei sempre bravo, mannaggia a te.

La notte del giudizio.



La premessa è credibile come Silvio che annuncia il ritiro dalla politica, ma il risultato è un home invasion quasi da cardiopalma, che riesce a inquietare con giochi d'atmosfera ben fatti e con personaggi (la squadra dei giovani 'assalitori') che si divertono e fanno bene quello che serve. Interessanti anche le piccole sottotrame emotivo-morali, ma secondo me le persone erano troppo spaventate per badarci realmente.

John dies at the end. 



La carissima Beatrix Kiddo di Cinquecentofilminsieme quando ha parlato di questo film l'ha definito 'un luna park dell'assurdo incredibile'. Mai definizione fu più perfetta, perchè Coscarelli aveva a disposizione poco più di un'ora e mezza ed è riuscito a metterci: una droga chiamata SALSA DI SOIA (è un genio, sì?), dei baffi volanti, gente che parla attraverso gli hot dog, mostri fatti di carne surgelata, creature che chissà cosa sono, Marconi che fa scoppiare il mostro di carne attraverso il telefono, gli alieni, una tipa che è alta e bionda, anzi no, è bassa e mora. Questo non è un film, è una visione mistica. E John è il mio personaggio dell'anno, ma non vi dico se muore davvero o meno. 

Evil dead. Ah, no, di quello ne ho parlato. Tutti qui.


Carrie, ti aspetto al varco, e ti conviene stare attenta, perchè lo sguardo di Satana sarà il mio.

domenica 8 dicembre 2013

Chernobyl Diaries

13:13
(2012, Bradley Parker)
QUALCHE SPOILER




Dicesi masochismo la perversione per la quale il piacere è procurato da una sottomissione umiliante e dolorosa.
E io sono masochista, si vede, perché sapevo, come qualsiasi altra persona al mondo dovrebbe sapere, che questo film avrebbe fatto pietà, ma l'ho guardato perché ero davvero davvero curiosa.

Un gruppo di quattro amiconi (quattro più due, perchè poi conoscono una coppia) sta facendo un viaggio per l'Europa, ma quando sono in procinto di visitare Mosca scelgono di cambiare programma e visitare invece Pryp'jat', celebre cittadina fantasma situata nelle vicinanze della centrale nucleare di Chernobyl e colpita severamente dalle radiazioni, e quindi fatta evacuare. Scopriranno di persona se effettivamente tutti gli abitanti lasciarono la città.


La prima cosa che mi balza all'occhio è che il film è tratto da un LIBRO scritto da Pelosetto. Da Oren Peli. Ma cosa scrivi, che non sai fare la O col bicchiere?
Giuro che lo leggerò è vi farò sapere.
Quindi, lui scrive il libro, poi siccome è una persona di modeste ambizioni decide di trarne un film che però, sempre per via delle modeste intenzioni, non dirigerà lui.
Lui lo scrive e lo produce. E basta.

Lascia l'ingrato ruolo di regista a questo tale Parker, che poraccio già aveva il compito ingrato di avere a che fare con sta roba, poi oltretutto svolge l'ingrato compito in maniera assai ingrata, per non ripeterci. Avrebbe potuto tranquillamente appoggiare la camera su un cavalletto e lasciarla lì, nessuno avrebbe notato la differenza.
Anzi, magari ne usciva un lavoro originale.

Quindi, facciamo la conoscenza dei 6 garzoni, che sono niente meno che dei cretinih di dimensioni storiche. Vi spiego il perché. Siete dall'altra parte del mondo. Un po' spaesati insomma. Il più idiota e megalomane vi propone una gita 'estrema', che potrebbe rivelarsi una cosa parecchio interessante, se non fosse organizzata alla vacca maniera. E voi ci andate.
Parte la gita, organizzata da tale Yuri (và che chiamare un uomo dell'est europeo Yuri è una roba originalissima), alla guida di un furgone di età apparente stimata 250 anni. E voi vi fidate comunque. Eh va beh, andiamo. Arrivate sul posto, le guardie del checkpoint vi comunicano che non potete passare a causa di alcuni lavori. Vi insospettite? Ma quando mai. Strada secondaria e via, si entra in città. Poi quando morirete uno via l'altro come i dieci piccoli indiani avete il coraggio di lamentarvi.


Il momento in cui palesano più chiaramente la loro stupidità è il seguente:
Il pulmino non parte più. E la cosa non mi sorprende perché, come vi ho detto, era un pulmino un po' vintage. Ma è giorno, potrebbero partire a piedi e andare a cercare il checkpoint.
NO.
I deficienti aspettano l'arrivo della notte per realizzare che potevano incamminarsi. Ma santo cielo.

Adesso, battute a parte, questa cosa è tremenda eh. Non puoi girare un film e metterci di proposito dei personaggi così mal scritti. Se non hai la fantasia di creare delle situazioni per cui i ragazzi rimangono comnque bloccati nella città, non puoi risolvere la questione facendo passare loro per dei veri sconsiderati senza cervello. NON FARE IL FILM, piuttosto. Sei ne hai messi, di personaggi, e in sei non facevano un cervello, ed è una cosa che non mi piace affatto. Come puoi fare un buon lavoro se le marionette che metti in gioco sono così?
Vorrei poi farvi notare che mentre viaggiavano nel bosco con quel trabiccolo di furgone i tizi se la ridevano come matti perché il furgone traballava. Glielo diciamo insieme che nei boschi LE STRADE NON CI SONO?


E ragazzi, che dialoghi del piffero. Qua non aggiungo altro, vi faccio un esempio che secondo me rende di più.
Arrivati a Pryp'jat' i giovini si trovano a vagare per vie piene di grandi condomini. La domanda che sorge spontanea a uno dei suddetti è la seguente:
'Queste case erano tutte piene di gente?'
Non so, fai te. Sono case.

Parliamo della questione 'horror'?
Lo farei volentieri se ce ne fosse una. Perché in sto film non c'è niente. Niente ansia, niente paura, ci sono crescendo musicali che sfociano nel nulla, compare una bambina, loro le vanno incontro, questa manco li considera, sta lì a fissare il buio, che paura dovrebbe farmi?
Ma soprattutto, Peli mi ha fatto molto molto arrabbiare per una cosa.
La totale, assoluta, mancanza di chiarezza. Ho sempre detto che meno mostri meglio è, a livello di tensione, e lo confermo. Ma io devo essere messa nella posizione di comprendere quello che sta succedendo. Queste persone che ci sono lì, cosa sono? Ok, poi lo si capisce, perché non è che siamo scemi totali, NOI. Però se solo una persona guarda il film in modo un po' distratto, superficiale, non è messa nella posizione di sapere chi sono quelli. Fantasmi? Zombie? Mutanti? CHI SIETE?

Ultima cosa, la nota positiva. C'è una ricostruzione incredibile della cittadina. Il film è stato girato in Serbia e Ungheria, perchè per ovvi motivi di radiazioni non potevano tenere gli attori troppo esposti alle radiazioni. Non sia mai che si bruci il cervello di Jesse McCartney.
Ah, sì, non ve l'ho detto? Questo è un film horror con Jesse McCartney.
Le conclusioni tiratele da soli.

PS. Jesse mi ricorda incredibilmente la mia compagna di banco storica delle superiori, la Gi. Quindi, con un ricordo affettuosissimo, le DEVO dedicare questa canzone che ci ha tanto accompagnato durante gli intervalli.<3




Facebook

Disclaimer

La cameretta non rappresenta testata giornalistica in quanto viene aggiornata senza nessuna periodicità. La padrona di casa non è responsabile di quanto pubblicato dai lettori nei commenti ma si impegna a cancellare tutti i commenti che verranno ritenuti offensivi o lesivi dell'immagine di terzi. (spam e commenti di natura razzista o omofoba) Tutte le immagini presenti nel blog provengono dal Web, sono quindi considerate pubblico dominio, ma se una o più delle immagini fossero legate a diritti d'autore, contattatemi e provvederò a rimuoverle, anche se sono molto carine.

Twitter

Instagram

Google+