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martedì 31 ottobre 2017

Halloween Watchlist 2017

09:03
La cosa veramente importante è che stasera si sia tutti al cinema a vedere Shining, giusto?
Giusto.
Mettiamo però che ci sia un nebbione del dodici (espressione mantovana o si dice in tutto il paese?). Che vi si sia bucata una gomma (vi auguro comunque di no). Che vi sia venuta la diarrea, che con sto clima un attimo di freddo al pancino ed è fatta.
Insomma, non potete andare in sala. Siete bloccati a casa. Non guardare un horror per Halloween, però, mi perdonerete, ma è uno spreco terrificante. Ecco, quindi, un'umilissima guida su cosa potreste guardare in base alla vostra compagnia per la serata. Tisana caldissima che fa già un freddo detestabile, coperta con le maniche, popcorn fatti al microonde, che sono anche più sani di quelli del cinema. Preferibile aggiunta felina sulle gambe che permette di risparmiare sulla borsa dell'acqua calda.


Con il fanatico di Netflix
Il vostro amico ha appena fatto l'abbonamento ed è in quella fase in cui snobba la pirateria? Intanto state sereni: passerà. Nel frattempo non temete, Netflix non ha il catalogo horror migliore in circolazione ma ci sono alcune cosine che danno grandi soddisfazioni. Siccome ho già consigliato Crimson Peak nel mio post dell'anno scorso, che trovate qui, quest anno ci buttiamo su Scream. Non è l'unico titolo di valore del catalogo, ma potendo scegliere non c'è altro dio all'infuori di lui. Se vi butta bene, poi, maratona: ci sono anche il due e il tre. Serata risolta. Mi ringrazierete dopo.

Con il moroso geek
Ah, qua potete fare i grossi. Trovate la chicca con cui vantarvi per il resto dei vostri giorni. The Wicker Man. Sir Christopher Lee, paladino della United Nerds, sovrano della cultura geek, signore e padrone dei cuori impavidi dei giovani ingegneri, in un gioiello dimenticato che quando viene rispolverato poi non si dimentica più.
Preparate il cellulare per riprendere i volti dei poveri alla prima visione, il finale è memorabile.

Con il moroso della vostra amica, quello che fa il grosso e che voi detestate
Ci piacciono gli sboroncelli, in Redrumia? No che non ci piacciono. Costoro vanno puniti e ridimensionati. Ora, non dico di usare I spit on your grave, che suona minaccioso e noi siamo più eleganti di così. Sarebbe anche troppo facile usare i filmacci supergore, ma lui continuerebbe a fare il grosso e dire che non gli dà fastidio nulla. Noi, invece, lo vogliamo in lacrime angosciate sul divano questo qua. È per questo che il signorino si coccherà il film di fantasmi su cui ho versato più lacrime in assoluto: The orphanage.

Con l'appassionata di serie tv
Il panorama seriale ci offre diverse possibilità per la sera di Halloween. La scelta più ovvia sarebbe la seconda stagione di Stranger Things, ma confido che una buona fetta di voi se la sia guardata nel weekend. Potremmo buttarci su una cosina come Santa Clarita Diet, sul classico American Horror Story o su quelle serie che riprendono i grandi film tipo Bates Motel o Scream.
Non guardare Ash vs Evil Dead, però, è uno spreco imperdonabile.

Con l'amica femminista
Bisogna ogni tanto trovare il modo di riflettere sulla violenza e di parlare della stessa con qualcosa di diverso. I documentari, i film tematici, i saggi, sono fondamentali e sacrosanti. Quando una persona è intelligente, però, i principi base del rispetto della donna li infila anche in un filmaccio dell'orrore. Sapete chi è molto intelligente? Due nomi, un solo prodotto: Stephen King e Mike Adorato Flanagan, uniti nella creazione di quello che ad oggi è uno dei miei prodotti Netflix preferiti: Gerald's Game. Un film intelligentissimo, un'attrice protagonista portentosa, una scena tremendamente dolorosa e un finale indimenticabile.
Nessuno che avesse letto il romanzo credeva ne avrebbero mai fatto un film. Flanagan ci ha riso in faccia e infatti non ha fatto un film, ha fatto un filmone alla faccia nostra.

Con il gruppo di amici che guarda sempre CSI
Agli appassionati di crime verrebbe semplice suggerire Session 9, che oltre alla sempre appassionante presenza di Horatio Caine è anche un bellissimo film. Se però vogliamo andare più a fondo nella scala del disturbo, proviamo con The Poughkeepsie Tapes. Per una volta che vediamo la faccenda dal punto di vista del serial killer.

Con l'amica gelosa
Ce l'abbiamo tutte: quella che guai a guardare il suo moroso, quella gelosa anche dell'aria che lui respira. Ecco, secondo me se le fate vedere Nina Forever o le piglia l'angoscia e le passa oppure ci ride su, che è sempre un gran bene.

Con quello che 'guardo solo cinema d'autore'
Ah, sì? Con lo snobbetto di sta cippa lippa c'è solo una soluzione: Salò o le 120 giornate di Sodoma. 
Autoriale è autoriale.

Con la cugina animalista
Cannibal Holocaust.
Film di denuncia, un'importante analisi dei media e della loro influenza anni luce prima dei social e della rivoluzione digitale.

Per l'amore di dio scherzo, non fate vedere Cannibal Holocaust ad un animalista qualsiasi che non voglio omicidi sulla coscienza.

giovedì 27 ottobre 2016

I film che farei vedere per Halloween ai miei amici se solo me lo permettessero

18:09
Io esco con un gruppo ristretto di persone. Quando si è così pochi si smette di essere solo amici, queste persone sono la mia famiglia. I brutti ceffi in questione rispondono ai nomi di: Riccardo, il sempre citato amorone, Elena, la mia partner in crime e decennale migliore amica, Alessandro, il complice di una vita (vorrei davvero potervelo mostrare mentre veste i panni di Virginia Raffaele), Tobia, l'amico scemo, Alessio, l'amico silenzioso, Irene, la di lui sorella e nostra amica. Nessuno, a parte chi scrive, che guardi gli stessi film che piacciono a me, quindi scelgo di portarli con me in una carrellata di cose che si avvicinano all'orrore come lo intendo io a me, ma senza entrare con le mani nelle budella delle persone. Va beh che Alessandro è un farmacista, ma se sta male anche lui siamo fregati tutti.

Inizia la serata, magari abbiamo appena mangiato una pizza, ci immagino come al solito a casa di Alessandro che dispone di a) grande televisore b) camino c) divani di una comodità illegale. Voglio partire con qualcosa di noto, magari per canticchiare davanti alla tv. Ci vuole lui: The Nightmare Before Christmas. 


Sarà anche ufficialmente un film di Natale, ma nel mio regno fatato, la Redrumia, lo proiettiamo dal giorno di Halloween fino a Natale con cadenza settimanale. E, a dispetto del mio snobismo verso i doppiaggi, questo si guarda in italiano perché Renatone Zero lo si ama con passione ardente. Alessandro, mio fedelissimo compagno di indimenticabili duetti, sarà di fianco a me a sostenermi nel canto. Mani sul cuore a cantare con voce struggente di bambini nella neve che giocano così, nessuno è solo e poi non c'è mai tristezza qui.


Alla fine, ancora col fiatone per la cantata a squarciagola, ci vogliono ancora un po' di risate: Shaun of the dead. 


Io lo so che i cinefili seri quando tirano fuori le horror comedy partono con L'armata delle tenebre, e c'hanno ragione c'hanno, ma sapete che non è la mia preferita, perché da quando ho conosciuto Shaun, niente è più stato lo stesso. Ci sono anche i Queen, e io e le personcine in mia compagnia abbiamo una storica passione per i Queen. Ci sono prove audio a testimonianza di ciò, e il solo pensiero che queste prove diventino di pubblico dominio mi tiene sveglia la notte. Oltretutto, le risate che mi ha fatto fare sono state le più sincere. Genuinamente divertentissimo.
A Erre piacerebbe di sicuro, ma ho il dubbio l'abbia visto, e credo piacerebbe anche a Tobia, ma confido si sia addormentato a metà del primo film.

Non si può ridere per sempre, però. Cerchiamo di andare dalle parti di qualcosina di serio ma di non impegnativo: Crimson Peak.


Abbiamo avuto mostri, scheletri e zombie, ora tocca ai miei preferiti, i fantasmi.
Appurato che in un modo o in un altro Del Toro in questa carrellata ci sarebbe entrato a costo di infilarcelo dentro a spintoni, voglio farlo con i fantasmi, con Tom Hiddleston acciocché io e la Elena, sue discrete ammiratrici, abbiamo anche qualcosa d'altro da ammirare oltre all'indiscutibile bellezza del film. Scenari e colori incantevoli, splendide case vittoriane abbandonate, amori dolori, Crimson Peak ha tutto quello che serve per piacermi, punto e basta. E merita di essere visto anche da loro. Avrei messo il Fauno, eh, ma mi hanno promesso che lo vedremo insieme un giorno di questi. (The North Remembers).

Siccome lasciare fuori Sam mi spezzava il cuore, inseriamoci un Raimi: Drag me to hell.


Divertente e disgustoso, pagherei ORO per fotografare le loro facce in un paio di scene e soprattutto nel finale. La faccia che Erre ha fatto quando l'ha visto è stata impagabile. Piccole gioie del cinema.
Per l'esperimento 'Voglio vedere come reagiscono al finale' avrei scelto Musaranas, ma non voglio che smettano di rivolgermi la parola, un po' ci tengo. Lo so che ho detto che non voglio che entrino nelle budella delle persone, e infatti scelgo livelli di tensione minimi, ma è pur sempre Halloween.

Io mal tollero quasi tutti i cartoni animati, Alessandro li ama, perché noi opposti sempre. Per venirci incontro il modo è solo uno: Paranorman.



Eh, questo è amore. Voglio a Norman un bene dell'anima e voglio che gliene voglia (letto tre volte al contrario allo specchio e la voglia esce a voi, in faccia) tutto il mondo. Simpatico da morire.

E ora li immagino tutti sereni, perché ho scelto solo cose che non fanno paura, quasi tutte divertenti, leggerine, una cosa lieve. Però una cosinaina per lasciarli dormire un po' peggio non ce la vuoi mettere, in conclusione di serata? Non vuoi spaventarli neanche un po', sti cristiani? Neanche una cosina con i mostri di quelle che saltelli un bel po' sul divano?
E allora The Descent sia.



E sogni d'oro a tutti. 
<3

venerdì 13 giugno 2014

Halloween - La notte delle streghe

17:05
(1978, John Carpenter)


'Lui non è un uomo.'

Ritorno al blog, proprio di venerdì 13, con questa frase.
Che da sola racconta meglio di ogni altra un film di cui onestamente mi vergogno un po' a parlare.

Notte di Halloween 1963: Michael Myers, un bambino di 6 anni, uccide a pugnalate la sorella che gli faceva da baby-sitter.
Vigilia di Halloween 1978: Michael, ricoverato per anni in manicomio, riesce ad evadere e torna a casa, e sembra che il suo obiettivo sia uccidere altre baby-sitter.

Quanto è sottile la differenza tra l'essere umani dall'essere animali?
Noi diamo per scontata la nostra superiorità, facendoci vezzo del nostro uso della ragione, della nostra proprietà di linguaggio e della nostra capacità di ponderare le decisioni.
Un animale è istintivo, se ha fame mangia, se ha sete beve. Semplice ed essenziale.
Ma se il bisogno dell'animale fosse uccidere?


Ad una visione superficiale, Michael Myers, senza ombra di dubbio il più affascinante di tutti i serial killer della storia della cinematografia tutta, potrebbe sembrare solo questo: un animale, guidato dall'istinto.
Se si prova ad andare più a fondo, Michael Myers è ancora peggio. E' ad un livello ulteriore, ancora inesplorato.
Lui non parla, non comunica. Persino gli animali emettono suoni per comunicare tra di loro.
(Tranne i lombrichi, credo. Comunicano i lombrichi?)
Non dice mai una sola parola. Non la dice durante il film e sappiamo dai racconti del medico che non ha MAI detta una in anni di ricovero.
Ma soprattutto, non ha un volto. Non ha espressioni, e nel nostro comune linguaggio non verbale è praticamente come dire che non ha emozioni. Certo, la faccia ce l'ha, sotto la maschera, ma il fatto che ci sia impedito di vederla è un segnale fortissimo.
Nonché un'idea geniale.
La maschera che Myers indossa è una banalissima maschera umana dipinta di bianco. Senza il rossore delle gote, le sopracciglia, il colorito delle labbra. Una mano di bianco e un volto normale diventa spaventoso. E' la prima cosa che mostriamo, il volto, la prima che ci identifica, quasi più del nome.
Tolta l'umanità al volto, fatta di colori, peli, piccoli o grandi segni, cosa resta?
Michael Myers.
E questo chi cavolo è?
COSA è?

Il Male, a detta del dottore.
E definizione più precisa non può essere data.
'Era come svuotato' - continua il dottor Loomis - 'Non capiva, non aveva coscienza, non sentiva nè gioia nè dolore'
Onestamente, è sconvolgente. Le scene in cui Loomis parla di Michael sono da pelle d'oca, più delle scene d'omicidio. Sono il momento in cui si capisce che per L'Ombra della Strega non ci sarà mai redenzione.
Ma la paura vera si prova a cinque minuti dall'inizio del film, quando, dopo lo storico, indimenticabile e ormai mitico inizio, i genitori di Michael tornano a casa e lo trovano sulla porta di casa, col suo costumino di Halloween, il coltello insanguinato in mano, e gli sfilano la maschera, e lui se ne sta lì, col faccino da bambino di sei anni, a fissare in camera, e io che me ne sto lì, davanti allo schermo, che deglutisco con un brivido ghiacciato sulla schiena.


E in tutto ciò, quello che aveva Carpenter erano pochi spicci, attori quasi tutti di seconda scelta e una maschera del Capitano Kirk di Star Trek.
E dopo anni ancora i brividi.
E le lacrime di amore che colano copiosamente lungo le guance.







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